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FINANZA/ Germania e Ue, gli errori che condannano anche Berlino

Pubblicazione:domenica 26 ottobre 2014

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Se il debito pubblico italiano non è giudicato affidabile, allora diminuisce di energia la pretesa che di tale debito si possa avere il pagamento. Se invece si pretende che questa energia abbia presa, allora tale debito deve essere considerato affidabile. In altre parole, se si prestano soldi a un barbone, perché poi si pretende che questo onori il suo debito? Non è forse stato uno sciocco chi ha prestato soldi a un barbone? Non merita di perdere i suoi soldi chi presta soldi a un barbone? Noi italiani non siamo barboni? Bene: allora perché ci chiamano Piigs?

Il cuore della questione, il cuore del problema è quello di aver costruito un’architettura finanziaria che dipende esistenzialmente dal credito, senza considerare che il credito di una parte è il debito dell’altra. Cioè, è stata costruita un’architettura finanziaria che dipende esistenzialmente dal debito. Un sistema nel quale i ricchi diventano sempre più ricchi col solo sistema possibile, cioè con i soldi dei poveri. E i poveri hanno solo un modo per andare avanti, cioè quello di indebitarsi. Oppure lo fanno per interposta persona, cioè attraverso lo Stato che cerca di tutelarne i diritti. Quanto più uno Stato tenta di tutelare i bisognosi, tanto più si indebiterà. Non vi sono altre soluzioni.

La Germania ha avuto in questi anni una bilancia dei pagamenti in enorme attivo (circa 200 miliardi all’anno). Forse questo si è tradotto in maggiori investimenti, cioè spesa che alimentasse il mercato interno e i servizi? Al contrario, gli investimenti sono costantemente diminuiti.

Questa è proprio la strada sbagliata. Occorrono al contrario forti investimenti per poter sollecitare il mercato interno. E occorre una moneta di Stato, in modo che lo stesso non si indebiti in maniera esponenziale.



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