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SPILLO/ Arrigo: le "cantonate" di Renzi e Ue sulla manovra

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Jyrki Katainen (Infophoto)  Jyrki Katainen (Infophoto)

Oggi le famiglie che hanno figli possono godere di assegni familiari e di detrazioni fiscali. Queste ultime sono però molto piccole, soprattutto rispetto alle effettive spese di una famiglia per mantenere un bebè. Ora il governo Renzi introduce una terza misura, il bonus da 80 euro per le neo-mamme. La mia proposta, anche per semplificare il sistema, è di limitarsi a un solo intervento, scegliendo di non rendere tassabile la porzione del reddito della famiglia che serve per mantenere un figlio fino a un determinato numero di anni.

 

Che cosa ne pensa dei tagli alle Regioni?

Ragionando per ipotesi, se ci fosse una Regione virtuosa che non spreca risorse e produce il massimo dei servizi possibili, con il taglio previsto dalla Legge di stabilità non avrà margini di riduzione degli sprechi e quindi dovrà tagliare i servizi. Al contrario la Regione non virtuosa che spreca molto sarà costretta a farlo un po’ meno, ma continuerà comunque a sprecare. Il danno che si crea con questo tipo di taglio indifferenziato è molto penalizzante verso le Regioni virtuose e abbastanza ininfluente per quelle non virtuose. Queste ultime continueranno a sprecare magari indebitandosi, e poi tra qualche anno chiederanno il soccorso del Governo per farsi ripianare i debiti.

 

Nel complesso come valuta questa manovra?

Gli intenti e la direzione di questa Legge di stabilità sono giusti, ma manca un disegno generale e il metodo dei bonus è populistico. Poiché le risorse erano poche, avrei cercato di concentrarmi su pochi interventi prioritari. La misura che avrei privilegiato sarebbe stata quella di cercare di lasciare più soldi in mano ai cittadini che ne hanno più bisogno, e che sicuramente domani mattina li spenderanno.

 

(Pietro Vernizzi)



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