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FINANZA E POLITICA/ Così la Germania toglie il "paracadute" all'Italia

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Mario Draghi (Infophoto)  Mario Draghi (Infophoto)

Questi capitali, purché servano a stimolare il credito, possono essere usati in maniera elastica, non è esclusa la possibilità che le banche attingano al Tltro per finanziare l’operazione restituzione del Tfr ai dipendenti. Insomma, come ha sottolineato Draghi, con queste misure la Bce ha completato la manovra espansiva più imponente della sua storia, portando a termine l’opera avviata con due robusti e storici tagli dei tassi.

Ma proprio qui sta la ragione del malessere dei mercati finanziari. La sensazione è che più in là Draghi non potrà andare per un bel po’. L’orizzonte del piano Abs, due anni, sembra fatta apposta per rinviare il più in là possibile il dibattito sul Quantitative easing. Lo stesso Draghi sembra fermo a metà del guado. A differenza di quanto detto fino a pochi mesi fa, il Presidente ha riconosciuto che esiste un problema di inflazione “core”, che va al di là del calo, benefico, dei prezzi dell’energia o della caduta di quelli alimentari.

La discesa dell’inflazione ha anche un’altra causa, sempre più pressante, ovvero la caduta dell’occupazione e di riflesso della possibilità di spesa dei consumatori. Ma, una volta aggiornata la diagnosi, non si passa a una terapia più robusta. L’inflazione, a medio termine, si riporterà poco sotto il 2%, ritiene il presidente della Bce. Nel frattempo, le speranze di crescita restano affidate a una ripresa delle esportazioni mentre si fa poco o nulla sul fronte della domanda. La Bce continua, al contrario, a raccomandare l’azione sull’offerta, vedi le riforme, particolarmente urgenti in Italia. Con una forte preoccupazione, appena mascherata, di fronte alla presa di posizione di Parigi, che intende rimettere in discussione la fiscal policy predicata da Bruxelles su input di Angela Merkel.

Non è facile capire fin dove arrivino le convinzioni di Draghi e dove, invece, prevalga la necessità di piegarsi alla realpolitik per evitare strappi catastrofici. I margini di manovra con Berlino sono molto ridotti: Angela Merkel deve fare i conti con una destra molto aggressiva, condizionata sempre di più dagli euroscettici. L’industria, intanto, sta accelerando gli investimenti in Usa, favorita dal costo dell’energia (meno della metà). In Francia, la levata di scudi contro l’austerità ha il sapore, tradivo, di una mossa per evitare una disfatta elettorale che potrebbe consegnare Parigi a una maggioranza antieuro. “Capisco l’ostilità della gente - commenta Draghi - ci sono ragioni per nutrire sentimenti antieuro. Ma è ingiusto scaricare sulla monete responsabilità che non ha. La realtà è che certe riforme vanno fatte, il più in fretta possibile. Con o senza l’euro. Anzi, senza la moneta unica tutto sarebbe più difficile e doloroso”.


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COMMENTI
03/10/2014 - unica speranza (Diego Perna)

Credo che ormai l' unica speranza ma anche ultima speranza, sia che crollino definitavamente tutte le borse mondiali, tutte nessuna esclusa. Ieri si é perso in Italia circa il 4%, pensate se si perdesse in un botto il 20 o il 30. Midirete che sono pazzo, cinico e voglio che la gente muoia di fame e di freddo. Ma pensate a chi perde il lavoro in un botto a 50 anni e non lo ritroverà piú, lui ha perso il 100% in un istante.Nell' articolo di Doninelli leggevo del morto nella stanza che tutti non vogliono o fanno finta di non vedere, ma la puzza già si sente e tra poco sara insopportabile. Io credo che non ci sia piú quella virtu che forse ancora esisteva qualche tempo fa, il coraggio. Nessuno ha piú coraggio anche perché nessuno ha piú speranza, quindi nessuno crede piú nei propri talenti. Si vuole la felicità o la realizzazione di se e dei propi desideri, am senza rischiare un soldo. Ecco la Bce le banche e i governi, quindi il potere non fanno che questo, dire che non si può cambiare niente, figuriamoci la moneta o il meccanismo delle regole europeo. Nulla va toccato, e credo che co convinceranno che la puzza è un buon odore e che pure ci fa bene. Buona giornata