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INCHIESTA/ Il piano di risparmi "sparito" dal tavolo di Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

L’intervento diretto in economia da parte della Pubblica amministrazione tramite le cosiddette municipalizzate partecipate può essere tollerabile, talvolta è necessario, e avviene nella maggior parte dei paesi industrializzati, dove però si perseguono criteri di efficienza e la tutela del bene e degli interessi della collettività. Le partecipate non possono e non devono essere centri di potere politico e la proprietà pubblica non deve diventare la scusa per garantire sacche di inefficienza, mancata innovazione, lassismo o ingiusti privilegi per dirigenti e dipendenti.

Quando questo si verifica, a rimetterci sono i cittadini, soprattutto le fasce più deboli, obbligate a farsi carico delle inefficienze del sistema e dei maggiori costi di tariffe e servizi. I cittadini ovviamente desiderano avere i servizi migliori al costo più basso, mentre invece le partecipate tendono spesso a operare una distorsione delle loro finalità e a riflettere più le logiche e gli interessi della politica, fra tutti quello di mantenere il consenso, piuttosto che rispondere a criteri di efficienza e trasparenza.

Per rispondere alle esigenze di razionalizzare del sistema, il rapporto Cottarelli affronta quattro punti fondamentali, proponendo di: circoscrivere il campo d’azione delle società entro lo stretto perimetro dei compiti istituzionali; introdurre vincoli diretti sulle forme di partecipazione; fare ampio ricorso alla trasparenza; promuovere l’efficienza attraverso l’uso dei costi standard e favorire l’aggregazione degli enti.

Il piano d’azione è certamente ambizioso e implica decisioni localmente impopolari e che possono avere un impatto sociale non trascurabile nel breve termine. Tradotto in politichese, questo significa ripercussioni sul gradimento del Governo e consenso elettorale a rischio. Che siano queste le reali motivazioni per cui il tema è stato eliminato dal tavolo delle discussioni più urgenti? Eppure le risorse recuperabili in termini di razionalizzazione e riduzione delle inefficienze sono considerevoli.

Al di là dei proclami e delle buone intenzioni, il dubbio è che su questo, come su altri temi, passando dalla teoria alla pratica il Governo si dimentichi la situazione di drammatica urgenza in cui si trova il Paese e riversi la sua attenzione su opportunistici calcoli elettorali. Attendiamo con impazienza di vedere se il Presidente del Consiglio questa volta sarà in grado di stupirci.



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