BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INCHIESTA/ Il piano di risparmi "sparito" dal tavolo di Renzi

Pubblicazione:venerdì 3 ottobre 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Dichiarazioni, annunci e proclami. Tre parole per sintetizzare l’essenza dell’attività politica del Governo, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Con l’avvicinarsi delle scadenze per la presentazione del Def e della Legge di stabilità sarà però fondamentale per il Governo far seguire a questi proclami un piano d’azione concreto e credibile, che certamente non potrà ignorare il tema dei tagli alla spesa pubblica, con la tanto discussa speding review.

A tal proposito, una delle voci di razionalizzazione più consistenti, individuate dal team di lavoro del commissario straordinario Cottarelli, si riferiva al progetto di “disboscamento” della giungla di municipalizzate e partecipate, tema praticamente scomparso dalla discussione politica delle ultime settimane. “Le 8mila aziende municipalizzate italiane sono troppe, dobbiamo ridurle almeno a un ottavo delle attuali. Bisogna riconoscere quando servono e quanto sono il parcheggio per esperienze politiche che non funzionano più”. Pensiero illuminante, quello espresso del Presidente del Consiglio la scorsa estate. Condivisibile, non fosse che, come al solito, tra il dire e il fare… Già a fine agosto le misure sulle municipalizzate e partecipate dovevano inserirsi all’interno del provvedimento “Sblocca Italia”, salvo poi essere stralciate e rinviate a data da destinarsi (si parla della Legge di stabilità).

Ma qual è la reale entità del fenomeno di cui stiamo parlando? E come si è arrivati alla situazione attuale, da più parti giudicata assurda e insostenibile? Per capirne l’entità è utile fare riferimento al “Programma di razionalizzazione delle partecipazioni locali“ stilata dal commissario Cottarelli e dal suo gruppo di lavoro, che contiene numerosi e interessanti spunti di riflessione. Si scopre così che già determinare il numero delle partecipate locali è cosa affatto semplice, in quanto “non si conosce il numero esatto delle partecipate perché non tutte le amministrazioni locali forniscono le informazioni richieste e perché le banche dati esistenti si fermano ad un certo livello di partecipazione (diretta, indiretta di primo livello, eccetera)”.

La banca dati del Dipartimento del Tesoro del Mef su cui si è basato il lavoro di Cottarelli ne censiva 7.726 al 31 dicembre 2012, mentre la banca dati del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio ne comprende circa 10.000. Si tratta comunque di numeri spropositati se confrontati con quelli di altri paesi europei, come la Francia, dove se ne contano circa un migliaio. E la Francia certo non è un Paese in cui la mano pubblica nell’economia è così invisibile. Curioso, fra l’altro, osservare che un numero incredibile di queste società, circa 1.200, hanno solo amministratori e collegi sindacali, ma nessun dipendente. Praticamente dei poltronifici sfacciati e senza alcun pudore.


  PAG. SUCC. >