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Economia e Finanza

MANOVRA/ Aumento dell'Iva, il "regalo" di Renzi e Padoan alla Germania

La Legge di stabilità conterrà una clausola “tagliola” che prevede un aumento delle aliquote Iva e delle altre imposte indirette se il deficit dovesse aumentare. Il commento di UGO ARRIGO

Pier Carlo Padoan (Infophoto)Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Una clausola “tagliola” che prevede un aumento delle aliquote Iva e delle altre imposte indirette se il deficit dovesse aumentare. È la “sorpresa” contenuta nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Def) che anticipa quanto contenuto nella Legge di stabilità 2015. Se la clausola “tagliola” dovesse scattare, il gettito aumenterebbe di 12,4 miliardi di euro nel 2016, di 17,8 miliardi nel 2017 e di 21,4 miliardi nel 2018. La conseguenza sarebbe però di generare una perdita di Pil pari allo 0,7% e una contrazione di consumi e investimenti dell’1,3%. Ne abbiamo parlato con Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università di Milano-Bicocca.

Non trova che la clausola contenuta nella nota al Def sia quantomeno paradossale?

La clausola “tagliola” ha lo scopo di rassicurare i rigoristi, ma se entrasse in funzione creerebbe ancora più recessione. È quindi sbagliata come approccio, perché un eventuale sforamento dei conti pubblici sarebbe determinato da una minore crescita e quindi da un minor gettito fiscale. Aumentare le aliquote creerebbe un circolo vizioso, perché significherebbe ancora meno crescita.

Lei che cosa avrebbe fatto?

Anziché sulle tasse, la clausola tagliola l’avrei messa sulla spesa. Per esempio, avrei previsto che in caso di sforamento le pensioni al di sopra dei mille euro al mese si abbassano di una determinata percentuale. Si poteva addirittura farlo in modo parametrato, stabilendo di abbassare le pensioni di una certa percentuale in base all’entità dello sforamento.

Quali sarebbero gli effetti della sua proposta?

Il principale effetto sarebbe quello di costituire un ottimo deterrente rispetto al superamento della soglia di deficit. Mi domando nel frattempo che fine abbia fatto la spending review. Se fosse stata attuata a fondo, poteva rappresentare una garanzia molto più efficace. Non dimentichiamoci che l’Iva è già stata alzata al 22%, eppure questo innalzamento non ha prodotto nessun gettito, bensì ulteriore recessione.

L’aumento dell’Iva farebbe calare il Pil dello 0,7%. Con quali conseguenze?