BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Deaglio: 5 riforme per liberarsi dell'Europa

Pubblicazione:

Jyrki Katainen (Infophoto)  Jyrki Katainen (Infophoto)

Le banche sono già sottoposte a regole Ue molto stringenti, basterebbe quindi rispettarle. Per il resto gli istituti di credito sono delle cinghie di trasmissione e come tali non possono facilmente stimolare un’economia che non riparte da sola. Se non ci sono condizioni buone, le banche non fanno credito. Anche se proprio ieri abbiamo registrato i primi dati positivi dall’inizio della crisi per quanto riguarda i prestiti a chi compra delle case.

 

La riforma dell’articolo 18 ci metterà in una luce diversa agli occhi dell’Europa?

Le imprese straniere sono interessate a venire in Italia per investire in un quadro normativo simile a quello degli altri Paesi. Che si modifichi o meno l’articolo 18 a loro interessa relativamente poco, conta molto di più il complesso delle norme. Dai permessi per i vigili del fuoco all’anti-infortunistica, l’Italia deve essere sostanzialmente simile agli altri Paesi. Se questo non c’è difficilmente le imprese straniere verranno in Italia.

 

Infine, che cosa va fatto per quanto riguarda i cofinanziamenti Ue?

C’è una riforma specifica che l’Ue dovrebbe chiedere all’Italia, e che vista da Bruxelles sarebbe di estrema importanza. Si tratta di modificare le norme italiane che regolano le modalità attraverso cui l’Italia chiede l’assegnazione dei fondi Ue. Il nostro Paese spesso non riesce a presentare le richieste in tempo, o quando lo fa si tratta di domande improponibili perché manca una parte della documentazione. Questa è una perdita netta per il Paese, per un valore che supera i 10 miliardi l’anno.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
30/10/2014 - commento (francesco taddei)

privatizzare si, ma quello che serve. basta con le municipalizzate, mps e le ferrovie dello stato. teniamoci eni, enel, Saipem e finmeccanica.