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MERIDIANA/ I nodi al pettine della "piccola Alitalia"

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Aereo Meridiana all'aeroporto di Barcellona (Creative Commons)  Aereo Meridiana all'aeroporto di Barcellona (Creative Commons)

La radicalizzazione del conflitto sindacale con la compagnia aerea Meridiana non aiuta la soluzione di una vertenza complessa, né a far uscire il vettore da una lunga crisi. Crisi che si è generata da scelte aziendali e strategiche sbagliate. A cominciare dall’acquisizione con fusione di Eurofly di qualche anno fa, che ha allargato il perimetro delle attività aziendali in un settore, quello charteristico, con un eccesso di offerta. La crescita dimensionale ha provocato delle diseconomie, anziché economie di scala, mettendo insieme due aziende inefficienti.

Negli anni passati non è stata rinnovata la flotta e oggi ci si trova con aerei obsoleti, gli MD80-83, che ancora volano solo in Italia e in Africa, in Europa sono fuorilegge. Tali aerei hanno consumi di carburante superiori del 30% rispetto ad altri velivoli, oltre che essere molto inquinanti. Ci si è adagiati sul mercato della “continuità territoriale” sulle linee per le Isole, gestite in monopolio e parzialmente sussidiate dallo Stato. Ma non è bastato. I costi operativi e gestionali crescevano a ritmi sempre più elevati, mentre l’arrivo delle compagnie low cost, in tutta Europa e in Italia, è stato sottovalutato.

Invece di snellire l’azienda e cambiare le sue strategie, ottimizzando la rete su segmenti di mercato più profittevoli, Meridiana è rimasta ferma, mentre il mercato e la concorrenza sono cambiati profondamente. A nulla sono valse le diverse ricapitalizzazioni del fondo proprietario Akfed. Ora gli equipaggi preferiscono restare in cassa integrazione, dove percepiscono l’80% del salario medio dell’ultimo anno percepito (per un comandante sono anche 7 mila euro al mese), piuttosto che lavorare sotto l’egida della nuova entrata Air Italy comperata da Meridiana. Qui piloti e assistenti di volo, che non sono schiavi e neppure sottopagati, offrono le loro prestazioni professionali con retribuzioni inferiori del 20-30% e con livelli contributivi del 40-50% in meno dei colleghi di Meridiana. Ad Air Italy vige un contratto di lavoro più snello, mentre a Meridiana nessuno vuol lasciare trattamenti economici e normativi “privilegiati”.


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COMMENTI
31/10/2014 - I VERI PRIVILEGI ... QUELLI DEI GIORNALISTI (Franco Zorzo)

Spett. redazione, vorremmo tutti sapere se il giornalista che ha scritto questo articolo subisce degli esami per verificare la propria professionalità, se siano previsti per gli iscritti all'ordine dei giornalisti, quanti ne effettuano l'anno, quanti giornalisti vengono licenziati o perdono il proprio posto di lavoro a causa di esami e controlli molto stringenti, come invece affronta più volte l'anno chi fa il navigante. Chi accerta ogni 4 mesi la professionalità del giornalista ? Che costo ha affrontato il giornalista per "fare" il suo lavoro ? Quali selezioni passa e quali accertamenti continui subisce un giornalista in un anno ? Gli unici privilegi che esistono oramai in Italia sono quelli della vostra casta: l'Ordine dei Giornalisti, vero e proprio baluardo del PRIVILEGIO PER ECCELLENZA. Non tutti i cittadini sanno che in Italia, dove si parla di libertà, il cittadino comune non può aprire un notiziario, un giornale o fare un volantino con carattere di continuità in quanto questo PRIVILEGIO è consentito solo a chi è iscritto all'ordine dei giornalisti. Eh sì, per scrivere non serve essere bravi ed essere capaci din informarsi prima di scrivere scemenze ma basta essere iscritti all'ordine. Se poi si querela ... esiste la libertà di stampa e le smentite non vengono pubblicate come invece sarebbe previsto. La legge sulla stampa resiste dai 1948. Non potete dare lezioni a nessuno .. l'unico privilegio esistente è il vostro e prima o poi verrà cancellato.

RISPOSTA:

Buongiorno, come può leggere cliccando il nome dell'autore, il Sig. Dario Balotta non è un giornalista. http://www.ilsussidiario.net/Autori/B/5695/Dario-Balotta/B/#_5695 Cordiali saluti.