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MANOVRA/ L'Italia prepara la "rivolta" contro l'Ue?

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il gioco non vale la candela? Certo che vale, meglio fare le riforme che non farle. Padoan è da sempre un sostenitore di quel che gli economisti chiamano il cambiamento dal lato dell’offerta, ma sa bene che avrà effetto fra quattro-cinque anni. In altri termini, le riforme sono fondamentali per far funzionare il motore al meglio, non per metterlo in moto. I governi precedenti si erano illusi e avevano illuso. Fabrizio Saccomanni aveva stimato un impatto positivo delle riforme dello 0,7% e del 2,5% nel 2020. Ottimismo della volontà rispetto al quale il realismo di Padoan è un bagno salutare.

Ma se le cose stanno così, che cosa fa il Governo per girare la chiavetta? Qui il quadro è meno incoraggiante perché in sostanza non fa quasi nulla. Aspettiamo naturalmente la Legge di stabilità, però in base a quel che è scritto nella nota di aggiornamento, le nuove misure aumentano di 0,1% il prodotto lordo (da 0,5% a 0,6%). Un’inezia, una quisquilia statistica. La Legge di stabilità accantona la spending review, si limita a fare opera di manutenzione e pulizia della spesa. Viene confermato il bonus di 80 euro con un esborso di 7 miliardi e ci saranno alcune nuove agevolazioni fiscali (di importo inferiore) da coprire in parte con altri aumenti di tasse o con la cosiddetta clausola di salvaguardia (cioè il taglio di deduzioni e detrazioni) che avrà impatto concreto sui conti del 2016 per due decimali di punto.

Da dove può arrivare, allora, la ripresa? Dai mercati esteri se l’export continua a tirare, da un cambiamento delle aspettative interne e dalla Banca centrale europea. Tre condizioni che sono altrettanti punti interrogativi. Il commercio mondiale è appeso alle prospettive geopolitiche certo non rosee per l’intera Europa (dall’Ucraina al Medio oriente). Le aspettative dipendono a loro volta dalla ripresa (dunque è un serpente che si morde la coda). Quanto alla Bce, il vero aiuto potrebbe venire dall’acquisto di titoli di stato, ma per ora non è all’ordine del giorno. Le altre misure avranno un impatto minore: per esempio, gli operatori di mercato ritengono che l’acquisto di Abs (pacchetti di prestiti che hanno come collaterali attività reali o finanziarie), sarà modesto senza la garanzia pubblica, alla quale si oppongono Germania e Francia. Le borse, che giovedì si attendevano nuovi annunci da Mario Draghi, sono rimaste deluse anche se la Bce fornirà altri mille miliardi di euro.

Ha fatto bene Padoan a mostrare che la condotta della Commissione europea è cieca e fasulla. Ma il Governo italiano non può limitarsi a galleggiare, sperando che passi la nottata. Ormai la cristalleria di Bruxelles è infranta, e certamente gli eurocrati non crederanno nemmeno all’impegno che il rapporto tra deficit pubblico e Pil resti entro il 3%, visto un indebitamento netto tendenziale già a quota 2,9%. È il momento, dunque, di scelte fiscali coraggiose.

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COMMENTI
05/10/2014 - con quale velocità corre l'europa? (antonio petrina)

Come dar torto al DEF 2014 se con i risultati ed i dati in possesso l'economia non gira come dovrebbe e noi sappiano molto poco di come farla girare ,nonostante tutti i modelli econometrici che l'UE applica per conoscere il sistema economico? Di metodo si tratta di applicare come a p 28 nota 5 )del DEF ,quello sperimentato dal noto economista premio nobel prof Modigliani, per misurare investimenti fissi lordi della pa secondo il SEC 2010 e gli effetti dell'agenda delle riforme strutturali nel 2017.