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PAGAMENTO TASI 2014/ Calcolo, detrazioni e aliquote: le inside in più rispetto all'Imu

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CALCOLO E PAGAMENTO TASI 2014 La scadenza del 16 ottobre si avvicina: quel giovedì sarà l’ultimo giorno disponibile per gli italiani per versare la prima rata della Tasi. Ma sul pagamento del tributo la confusione e l’incertezza è tanta: detrazioni, esenzioni e caos aliquote. Se milioni di contribuenti verseranno la metà dell’importo totale dovuto, altri l’hanno già pagata, altri la pagheranno in un’unica soluzione entro il 16 dicembre e altri ancora non sono proprio chiamati al pagamento della Tassa sui Servizi Indivisibili. Per fare chiarezza abbiamo contatto l’esperto e avvocato Claudio Santarelli.

 

Giovedì 16 ottobre scade il termine entro il quale versare la prima rata della Tasi.

È necessario, per pagare, avere la rendita catastale aumentata del 5% e moltiplicata per 160 per quegli immobili classificati come A e C. A questo calcolo va poi moltiplicata l’aliquota determinata dal rispettivo comune.

 

E qui dipende tutto dalle delibere comunali

Esatto, visto che i comuni, come sappiamo, possono stabilire liberamente le aliquote. Essendo un’imposta prettamente comunale - e non statale - l’aliquota base della Tasi dell’uno per mille può essere variata fino a un massimo del 2,5 per mille (come ha fatto, per esempio, Milano).

 

Dopo quello delle aliquote, il capitolo detrazioni. E anche qui c’è incertezza.

Le incertezze ci sono perché la questione delle riduzioni e delle esenzioni riguarda le abitazioni con un unico occupante, quelle a uso stagionale - ma qui bisogna capire cosa significa “uso stagionale”, perché dovrebbe voler dire un uso effettivo di una stagione -, gli ex residenti e i fabbricati rurali a uso abitativo e i terreni agricoli (questi ultimi esentati completamente). Faccio un esempio…

 

Prego.

Milano ha stabilito delle detrazioni fisse che riguardano il rapporto tra l’abitazione e la rendita catastale: per rendere l’idea, 112 euro di detrazioni per un’abitazione con rendita fino a 350 euro. In più il comune meneghino ha previsto una detrazione di 20 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni. Quindi, anche sotto questo profilo, il quadro delle disciplina è a discrezione dei comuni. Ah, quasi dimenticavo: se l’importo della Tasi è uguale o inferiore a 12 euro non è da pagare.

 

Di caos ce n’è eccome.

Sì. E alla confusione se ne aggiunge dell’ulteriore relativa alla percentuale che spetta all’inquilino, che va dal 10% al 30%.

 

Qui dove sta il problema?


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