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FINANZA/ 2. Banche-imprese, lo "scontro" riacceso da Draghi

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E per non far mancare il carburante ecco il Targeted Longer-Term Refinancing Operations (Tltro), prestito della Bce alle banche allo 0,25% con vincolo di destinazione ad attività produttive e alle famiglie, esclusi mutui per la casa, e con meccanismo “punitivo” (in termini di tempi e interesse applicato alla restituzione) in caso di violazione dello scopo. La prima tranche (o asta) ha deluso nell’aspettativa, circa 82 miliardi contro quasi il doppio disponibile. Ma è stata solo la prima di 8, fino a metà del 2016.

Il rubinetto europeo offre ora il 7% del montante dei prestiti in essere al 30 aprile 2014, poi fino al triplo del valore dei nuovi prestiti. Visco spiega che in Italia si potrebbe arrivare a 200 miliardi. Le banche più presteranno, più potranno accedere a quella fonte. Economica, molto economica. Federico Ghizzoni, l’Ad di Unicredit, a margine dei lavori di Cernobbio, ha anticipato che quel danaro sarà disponibile (salvo il “rating”, la valutazione del rischio del singolo cliente) a partire dal tasso del 2,5%!

Le banche hanno esitato a chiederne perché attendono quel processo di verifica dal quale dipende molto della loro capacità di proposta sul mercato, dopo aver quasi tutte positivamente concluso processi di aumenti di capitale difficili da replicare e da gestire. Perché economisti (e Banca d’Italia) concordano che quella bancaria è un’attività che farà fatica a fare profitto, e perché questo processo di unificazione costa uno sforzo incredibile.

Luigi Federico Signorini, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, evidenziava di recente alla Cattolica che “tra norme europee di rango primario (direttive e regolamenti) e secondario (technical standard dell’Eba) e norme nazionali a vari livelli” la struttura della vigilanza europea presenta un’obbiettiva complessità. “Solo per le norme prudenziali di rango primario”, spiega Signorini, “si parla di 686 articoli e centinaia di pagine di testo con normazione tecnica, nel campo del sistema unico di risoluzione, stabilita da un accordo intergovernativo che ha natura di trattato internazionale”.

Questa complessità è parte della sfida. Qualcuno si è ucciso non sopportando più il volto dei propri dipendenti e l’assurdità per cui sentiva mancare la terra sotto i piedi. Non si dica più che è un problema di soldi. Dica l’impresa se li vuole e a cosa servono, dica la banca se li ha e si li vuole prestare.  

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