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RENZI-SINDACATI/ Forte: Tfr e contratti, il Premier "rottama" il suo Jobs Act

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Oggi Renzi incontrerà i sindacati (Infophoto)  Oggi Renzi incontrerà i sindacati (Infophoto)

Dopo l’incontro con Marchionne, Renzi ha modificato la sua posizione in tema di lavoro. Una delle caratteristiche peculiari di Renzi del resto è che cambia idea spesso e molto facilmente. Il punto è che avrebbe dovuto evitare di impostare il problema della riforma del lavoro dalla coda anziché dalla testa. Renzi avrebbe dovuto partire dalla problematica del licenziamento individuale affrontata in modo specifico e organico.

 

In che modo?

Avrebbe dovuto stabilire che i contratti aziendali prevalgono su quelli nazionali, e che in essi l’articolo 18 può essere frutto di un accordo tra le parti. Mi riferisco alla possibilità di demandare il licenziamento all’arbitrato e di fare un’interpretazione del licenziamento disciplinare.

 

Invece che cosa è avvenuto?

Renzi è partito dalla concezione dirigista dell’articolo 18, quindi si è reso conto di essersi cacciato in un vicolo cieco e ha compiuto una giravolta. Se davvero intende perseguire la strada dei contratti aziendali, il contratto a tutele crescenti non ha più un vero valore.

 

Quali saranno le conseguenze?

Se i contratti aziendali sono liberalizzati possono essere di varia natura e non è detto che siano tutti a tempo indeterminato. La conseguenza sarebbe che il Jobs Act non sarebbe più un modello di ispirazione dirigistico-bocconiana, bensì trarrebbe la sua ispirazione dall’economia sociale di mercato di matrice cristiana. Il contratto aziendale ha le sue radici nel riformismo dei partiti della sinistra cristiana che si ispiravano in Italia alla Rerum Novarum.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
07/10/2014 - Come sempre (Moeller Martin)

Di che è la colpa se i lavoratori non ricevono il TFR in busta paga? Ma naturalmente della BCE e della Merkel, che tramite il suo 18% e rotti di quota non è felice di subentrare nel finanziamento delle PMI italiane! Per non parlare poi del fatto che vuole dare i soldi ai lavoratori ma controllarne l'utilizzo che ne fanno in perfetto stille KGB, pardon NSA! Ed ovviamente alla fine invoca l'intervento dello stato per ripianare i debiti di chi li ha spesi in modo 'inadeguato'. Ma non sono soldi loro? E non vengono anticipati affinchè li spendano? Non parliamo poi della nuova trovata della contrattazione aziendale stile Marchionne. Forse qualcuno può avvisare l'ex ministro che esistono anche ditte più piccole della Fiat e che per questo non possono fare contratti aziendali?