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SPY FINANZA/ Quei 500 miliardi "in pericolo" grazie alla Bce

Pubblicazione:martedì 7 ottobre 2014

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Mentre - come vi ho spiegato venerdì - la speculazione sul debito sovrano della periferia dell’Ue non sta patendo perdite dalla scelta della Bce di portare i tassi di interesse sui depositi in negativo, ottenendo comunque returns a doppia cifra, c’è qualcuno che invece sta soffrendo e parecchio per le scelte dell’Eurotower, tanto da rischiare addirittura il downgrade da parte delle agenzie di rating. Si tratta dei giganteschi fondi comuni di investimento monetari europei, costretti a lottare con le unghie e con i denti per restare a galla dopo che i tassi in negativo hanno cominciato a drenare la linfa vitale del loro business.

A dirlo in un recente report è stata Standard&Poor’s, a detta della quale il complesso dei money market funds dell’eurozona - un elefante da 500 miliardi di euro - sta attraverso un periodo di forte stress finanziario poiché con il passare del tempo sta diventando sempre meno in grado di generare profitti, proprio alla luce della decisione della Bce di portare a -0,02% il tasso di deposito, di fatto comprimendo al ribasso i tassi a breve termine su tutto lo spettro delle scadenze.

Per Andrew Paranthoiene, direttore del credito di S&P’s, «la pressione sta montando e molto per questi fondi, noi stiamo osservando i loro portafogli ogni settimana. Se riscontriamo qualsiasi deviazione delle nostre metriche di credito, un comitato del rating potrebbe riunirsi per determinare se quell’azione era appropriata. Dal nostro punto di vista, ogni perdita di capitale significa che il principio di sicurezza è stato violato». Per capirci, i fondi comuni di investimento monetari hanno questo nome perché sono caratterizzati da un’estrema liquidità e il loro ambito di investimento è quello degli strumenti come i titoli di Stato nazionali ed esteri e le obbligazioni con vita residua inferiori a un anno.

Questi fondi vengono scelti più che per la decisione di destinare una parte del proprio patrimonio all’investimento, come un’alternativa alla liquidità di conto corrente: se abbiamo delle somme che non vogliamo vincolare ma da cui vogliamo percepire un rendimento seppur minimo, possiamo scegliere di investirle in un fondo monetario, che ha una duration breve che oltre a salvaguardare la liquidità mette al riparo da consistenti variazioni dei tassi di interesse che farebbero scendere il valore dei titoli del fondo. L’interesse percepito è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita, ma bisogna prestare attenzione a non utilizzare lo stesso fondo comune per troppo tempo, però, visto che sul periodo medio-lungo non permettono di coprire nemmeno l’inflazione (non è il caso attuale): vanno utilizzati solo per diversificare la liquidità a brevissimo termine.


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