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GEO-FINANZA/ Quello che nessuno dice sullo "scandalo Juncker"

Pubblicazione:lunedì 10 novembre 2014

Jean-Claude Juncker (Infophoto) Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Per la cronaca, Clearstream è dal 2002 controllata al 100% da Deutsche Borse e insieme alla consorella Euroclear, che fu di JP Morgan, è il secondo oligopolista mondiale come “depositario centrale internazionale”, cioè dove si trattano tutti gli eurobond e si opera la clearence delle transazioni, dai derivati ai conti bancari. Nel 2011, dopo 10 anni, Clearsteram ha perso tutte le cause contro Denis Robert, il giornalista che aveva reso nota la “lavanderia del Lussemburgo”. Per completezza ricordiamo che Clearstream è da sempre legalmente basata in Lussemburgo mentre Euroclear è in Belgio, dove dal 1973 risiede anche il monopolista mondiale della rete di telecomunicazione per le relazioni finanziarie interbancarie, Swift, con oltre 9.000 istituzioni collegate in più di 209 paesi. Coincidenze o il Benelux ha qualcosa di “speciale”?

Senza nulla togliere all’originalità dell’inchiesta pubblicata da Icij, ci sembra abbastanza coincidentale che la stessa sia pubblicata proprio dopo la grave sconfitta del presidente Obama nelle elezioni di midterm. Ecco chi sono i finanziatori della Icij: Open Society Foundation (americana, legata a Soros); Ford Foundation (americana, con collegamenti israeliani); Adessium Foundation (famiglia Van Vliet, olandese naturalizzata americana e specializzata in asset management); The Sigrid Rausing Trust (famiglia di origine svedese proprietaria della Tetra Pack, è basata nel Regno Unito); The David and Lucile Packard Foundation (famiglia americana, fondatori di HP); Pew Charitable Trusts (americana, svolge attività di lobbying nel settore pubblico e possiede il terzo più influente think tank di Washington); Waterloo Foundation (britannica, è impegnata nelle cause ambientaliste).

Senza voler cedere ad alcuna tentazione complottistica, ci sembra che i finanziatori della Icij siano tutti anglo-americani e ampliamente membri delle elites della mondializzazione e del “nuovo ordine mondiale” che nei confronti dell’Europa ha da sempre avuto un atteggiamento poco condiscendente.

Venendo allo scandalo attuale che coinvolge la reputazione e la credibilità di Jean-Claude Juncker nella sua nuova funzione di presidente della Commissione europea, cerchiamo di capirne gli argomenti e le implicazioni. Una prima menzione riguarda il passato recente di Juncker che, nel luglio 2013, dopo 18 anni nella funzione di primo ministro del Lussemburgo, ha dovuto rassegnare le sue dimissioni in seguito allo scandalo delle “intercettazioni segrete” che, per sua negligenza e omesso controllo e vigilanza, i servizi segreti del Gran Ducato avevano compiuto per alcuni anni.

I fatti dell’inchiesta riferiscono che tra il 2004 e il 2009 oltre alle 300 schede personali di politici e imprenditori e almeno 13.000 “fiches d’information” sui 500.000 abitanti erano state eseguite violando tutte le leggi vigenti. Secondo la deposizione del capo dei servizi lussemburghesi, durante la Guerra Fredda oltre 300.000 erano le “note d’ascolto” collezionate dall’agenzia statale. Inoltre, sono emerse anche commistioni tra il mondo dell’intelligence lussemburghese, gli affari finanziari, il dipartimento delle imposte, e alcune aziende che forniscono beni di lusso. Insomma, per un Paese fondatore dell’Ue e il suo leader di governo è certo qualcosa di molto grave. Possibile che nessuno abbia trovato che già questo evento fosse sufficiente a far dubitare dell’onorabilità di Jean-Claude Juncker prima della sua recente elezione a capo della Commissione europea? Eppure era persona ben conosciuta visto che dal 1995 al 2013 è stato primo ministro del Gran Ducato, e dal 1989 al 2009 ministro delle Finanze, e infine dal 2005 al 2013 il primo Presidente dell’Eurogruppo. Nessuno sapeva?


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COMMENTI
10/11/2014 - Polemiche gratuite (Moeller Martin)

La politica fiscale del Lussemburgo è ed era nota e perfettamente legale, fintanto che non si procede ad una maggiore uniformità fiscale così come richiesto proprio dalla Germania. Del resto non sono certo gli unici in Europa ad avere una legislazione favorevole alle ditte straniere, così come l'Olanda (sede della Fiat!), la Danimarca, l'Irlanda e la stessa Gran Bretagna. Questi a parte i veri e propri 'paradisi fiscali' come Montecarlo, Lichtenstein, San Marino, Andorra, Gibilterra e il Vaticano oltre alle isole Canarie. E se gli USA si illudono di ottenere qualche risultato vomitando fango tramite i media al loro soldo dovranno ricredersi. L'Europa non intende rinunciare al proprio stato di diritto e pertanto non concederà mai agli USA libertà di delinquere o di evadere le tasse secondo gli schemi soliti del e-commerce. Il trattato TTIP poi è in alto mare perchè si aggiunge il rifiuto americano di addivenire ad una soluzione accettabile per le dispute giuridiche e di tutela dei brevetti. Del resto basta vedere il tipo di investimenti che stanno facendo le multinazionale negli USA per capire che viene dato per morto. Leggete in cosa stà investendo la Mercedes. E questa non è gente che sbaglia! http://www.n-tv.de/wirtschaft/Daimler-haelt-an-Produktionsverlagerung-fest-article13820856.html

 
10/11/2014 - Ci dovrebbero delle spiegazioni (Giuseppe Crippa)

Non potrebbe per cortesia Il Sussidiario porre ora qualcuna delle domande contenute nell’articolo a proposito di Juncker ai principali esponenti dei partiti italiani che si rifanno al Partito Popolare Europeo? Ci si potrebbe rivolgere a Toti o a Fitto ma soprattutto Lupi, autore di una roboante campagna elettorale europea e di una discutibile rinuncia al seggio implorato agli elettori qualche mese prima, e Mauro, in virtù della lunga esperienza a Bruxelles, ci dovrebbero delle spiegazioni.

 
10/11/2014 - commento (francesco taddei)

juncker è il prodotto perfetto di questo mostro chiamato europa.