BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPILLO/ Province, la manovra scopre il "trucco" di Renzi

Infophoto Infophoto

Ma torniamo ai tagli. L’Unione delle Province Italiane ammette candidamente che gli Enti locali non potranno più fornire dei servizi essenziali, “dalla gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori italiane, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi, dei 130 mila chilometri di rete viaria nazionale, di cui 38 mila di strade montane, alla tutela dell’ambiente e agli interventi contro il dissesto idrogeologico”.

Si limitano quindi le risorse e potrebbe essere un metodo per togliere le competenze, ma è chiaro che la legge non prevede una vera propria eliminazione delle Province. Esiste il taglio dei politici e l’abolizione dell’elezione diretta, ma tale modifiche permettono di risparmiare all’incirca tra i 120 e i 160 milioni di euro l’anno. Ma le restanti spese di gestione? Dove vanno a finire i risparmi che erano stati stimati in uno studio dell’Istituto Bruno Leoni tra 1,3 e 1,9 miliardi di euro?

L’arrivo delle Città metropolitane potrebbe migliorare l’efficienza del sistema, anche se a questo punto, dopo tanto dibattere e tanto parlare, sarebbe stato meglio avere già assegnato tutte le risorse delle Province ai Comuni e alle Regioni per ottenere quelle economie di scala ed efficienza necessarie in uno Stato che spende ben oltre 800 miliardi di euro l’anno di spesa pubblica. E invece siamo ancora ai “gridi di allarme” dell’Upi.

Qualcosa non sta funzionando, ma non c’è da sorprendersi.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
11/11/2014 - una riforma sbagliata (umberto persegati)

La c.d. legge Delrio ha dato solo l'avvio alla soppressione delle Province: che siano soppresse si vedrà! Io spero mai. In attesa, gli amministratori delle Province sono scelti con elezioni di secondo grado e svolgono l'incarico a titolo gratuito. La stessa legge prevede che entrino in funzione le città metropolitane il cui territorio potrebbe coincidere col territorio della Provincia, che viene sostituita dalla città metropolitana: è previsto, more italico, l'eccezione di un territorio diverso da quello della Provincia precedente: il che porta ad auspicare che non se ne faccia nulla! Nessuno che ha potere osa affrontare il problema delle Regioni, sia a statuo speciale che ordinario; è sotto gli occhi di tutti che si sono rivelate enti moltiplicatori di sprechi e di parassitismi ed è certo che mirano a smembrare lo stato unitario. Ma gli organi di vertice dello stato italiano vigilano sul rispetto della Costituzione vigente o preferiscono non intervenire per ragioni elettoralistiche o aspettando che la spinta secessionista si spenga da sola? Intanto Pantalone paga!