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FINANZA E POLITICA/ Forte: elezioni anticipate, un suicidio per l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 12 novembre 2014

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Lo scontro tra Pd e Forza Italia sull’Italicum avvicina le elezioni anticipate. In un valzer di riunioni sempre più convulse, i principali leader politici stanno cercando di raggiungere un accordo, anche se lo scenario del voto si fa sempre più concreto. Il tutto mentre la Commissione Ue rimarca che “i progressi dei prossimi mesi nelle riforme sono cruciali” affinché Bruxelles possa valutare se l’Italia sta facendo o meno la sua parte, anche se il nostro Paese dovrà stare attento ai “colli di bottiglia istituzionali e barriere nell'attuazione”. Ne abbiamo parlato con il professor Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e per il Coordinamento delle politiche comunitarie.

 

Il voto anticipato avrebbe effetti positivi o negativi per la nostra economia?

Se la legge elettorale sarà abbastanza rappresentativa, ne uscirà una maggioranza solida. Se al contrario il sistema elettorale sarà basato su un escamotage tale per cui un partito con il 35-37% prende la maggioranza assoluta sia alla Camera sia al Senato, il nuovo governo potrebbe perderne in autorevolezza. Tanto più se sarà espressione di un partito che non è omogeneo al suo interno, ma è litigioso perché si è unito per ragioni opportunistiche.

 

Eppure la strada verso le riforme nell’attuale legislatura sembra essere bloccata…

Il vero motivo è che Renzi è incerto sulle politiche da attuare, perché continua a traccheggiare tra soluzioni centraliste e il tentativo di rilanciare la domanda, tra aiuti alle famiglie e incentivi per le imprese. Non c’è una linea chiara, anche perché quella di Padoan non è del tutto convergente con quella del presidente del consiglio. A ciò si aggiungono i condizionamenti della Comunità europea, che impediscono al nostro governo di fare veramente quanto vorrebbe. Renzi non è quindi un uomo forte, bensì un Premier che cerca di avere tutto il potere per rafforzarsi. Il problema è sapere se il voto gli darebbe veramente questa autorevolezza oppure no.

 

E secondo lei gliela darebbe?

No. Le elezioni anticipate sarebbero viste dalla comunità internazionale come una situazione di fragilità della nostra economia per la mancanza di una guida politica autorevole e unitaria. Il messaggio che lancerebbe il voto anticipato sarebbe che chi comanda non ha un pieno controllo della situazione. L’effetto complessivo sarebbe quindi negativo. Teniamo presente che la situazione dell’Italia è di semi-affidamento economico.

 

Qual è la situazione che si troverà ad affrontare l’Italia nel 2015?


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