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Economia e Finanza

FINANZA/ La "via di fuga" (senza referendum) dall'euro

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E una difesa della Bce porterebbe probabilmente a un costo politico troppo pesante da subire. Ma anche senza pensare a un complotto o un attacco contro l’Italia, il sistema finanziario continua a scricchiolare paurosamente. Le banche Usa sono tornate a prestare un fiume di carte di credito a persone con merito creditizio piuttosto dubbio. Dall’inizio dell’anno fino allo scorso luglio, le banche hanno di fatto erogato carte di credito a 9,8 milioni di consumatori subprime; la cifra è il record degli ultimi sei anni e costituisce un aumento del 43% su base annua.

Siamo punto a capo, siamo alla situazione precedente allo scoppio della crisi del 2007. Con la differenza che le banche centrali hanno già sparato le proprie cartucce. Prima o poi occorrerà vedere le carte e il dato evidente è che hanno bleffato tutti, a partire da Draghi e dal suo celebre “whatever it takes”. Come ho già detto, quel “a tutti i costi” di Draghi vuol dire che quei costi li pagheremo noi. C’è di mezzo una questione numerica, perché quel costo non saremo mai in grado di pagarlo (e quindi diventerà un costo politico, cioè una schiavitù conseguente alla perdita di sovranità). Ma c’è di mezzo soprattutto una questione morale. Perché la schiavitù è stata abolita da un pezzo.

Per questo abbiamo il dovere di uscire dalla trappola della moneta unica. Senza fare referendum, perché la libertà di un popolo non è da mettere ai voti. 

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