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Economia e Finanza

RIFORMA PENSIONI 2014 / M5S attacca l'esecutivo sulle pensioni minime

Continua la discussione, in Commissione Bilancio della Camera dei deputati, sulla riforma delle Pensioni, snodo cruciale della Legge di Stabilità varata dall’esecutivo

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Continua la discussione, in Commissione Bilancio della Camera dei deputati, sulla riforma delle Pensioni, snodo cruciale della Legge di Stabilità varata dall’esecutivo, ma ancora in fase di puntellamento. La carne al fuoco sulla riforma delle pensioni è tanta e sono diversi gli emendamenti sul tavolo: dalla proroga dell’opzione donna fino allo stop delle penalizzazioni per i lavoratori precoci, passando per esodati, quota96 e pensioni d’oro. In attesa che governo e parti social trovino un accordo (difficile), si lavora a ritmo serrata per licenziare un testo che andrebbe a ridisegnare l’attuale sistema pensionistico dopo la riforma del 2011 della Fornero. Nel frattempo il Movimento 5 Stelle, sul terreno della riforma delle pensioni, attacca l’esecutivo andando a recriminare come un loro suggerimento sia caduto nel vuoto. I pentastellati avevano infatti presentato un emendamento che avrebbe previsto il dimezzamento del bonus degli 80 euro a favore delle pensioni minime. I deputati 5 stelle parlano di occasione persa e denunciano: “Volevamo migliorare le condizioni dei pensionati minimi alzando il loro assegno a 600 euro al mese. Ma governo e maggioranza ce l’hanno impedito”. E infine, nella nota diramata, si legge: “Palazzo Chigi preferisce continuare a lisciare il pelo alle categorie che votano Pd senza ricadute positive sui consumi. Questo nostro emendamento, invece, avrebbe dato respiro, spinta alla nostra economia e dignità ai pensionati che vivono sotto la soglia di povertà. È un’altra occasione persa”.

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