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SPY FINANZA/ Le mosse di Draghi e Giappone per evitare la "catastrofe"

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Balle, come vi dicevo in tempi non sospetti: gli acquisti di Abs non servono a nulla, per il semplice fatto che ce ne sono troppo pochi nell’eurozona per avviare un circolo positivo e gli stress test bancari sono stati una farsa, basti pensare che lo scenario inflattivo avverso utilizzato per quest’anno era dell’1%, mentre almeno sei paesi sono già in deflazione conclamata. Ci sono però due ragioni per le quali Draghi sembra aver voluto rompere il vaso di Pandora, di fatto sfidando apertamente la Bundesbank sugli acquisti di titoli di Stato.

La prima, il Giappone sta per far partire la nuova ondata di Qe, quindi l’Eurotower punta a un effetto congiunto sui mercati, calcolando che comunque la Fed sta continuando a comprare assets corporate, esattamente come la Banca centrale svizzera. Secondo, in Germania qualcuno comincia a ragionare in termini di fine del patto di mutua assistenza. Certo, il rientro nella spirale recessiva registrato in Giappone farebbe deporre a favore di un fallimento della cosiddetta “Abenomics” e come sapete io per primo ho sempre criticato il ruolo di motori immobili del mercato assunto dalle banche centrali, ma questa volta serve una minima dose ulteriore di doping statale, altrimenti in recessione ci finiamo tutti di nuovo e per l’Europa potrebbe essere letale.

Il dato negativo giapponese nel terzo trimestre (-0,4%) è da imputarsi, per la gran parte, alla cosiddetta “fiscal cliff” di aprile, quando si è deciso di alzare l’Iva dal 5% all’8%, mentre ora la seconda fase dovrebbe garantire il reale obiettivo: ovvero abbassare i tassi di interesse reali e aumentare la crescita del Pil nominale fino al 5%, il minimo necessario per bloccare andamento fuori controllo della spirale del debito. Il quale, attualmente è al 245% del Pil, con il servizio del debito - ovvero il pagamento degli interessi - che già drena il 43% delle entrate fiscali, al netto di una traiettoria demografica che vede la popolazione giapponese destinata a passare dagli attuali 127 milioni agli 87 previsti entro il 2060.

Insomma, più che attaccare solo Abe, forse ci sarebbe da sottolineare l’inerzia di almeno tre governi che lo hanno preceduto. Abe ha compiuto un clamoroso autogol alzando l’Iva, perché ha deviato dal suo obiettivo reflazionario, ma quel dato del -0,4%, a seguito di un -1,8% del secondo trimestre, nell’ambiente attuale dell’economia globale è forse meno devastante di quanto sembri: piuttosto, a farmi paura è la distruzione totale del mercato obbligazionario sovrano interno, ma questa attualmente è questione secondaria, almeno rispetto al movimento sul carry trade dello yen sul dollaro.

Per Danske Bank, infatti, l’economia giapponese crescerà del 3% quest’inverno e stanno già salendo sia gli ordinativi industriali (+2,9% in settembre) che le vendite al dettaglio, +2,3%. Inoltre, Abe sembra pronto a chiedere elezioni anticipate e sospendere l’ulteriore aumento dell’Iva dall’8% al 10% previsto per ottobre 2015, ma soprattutto la Bank of Japan sembra pronta a cambiare strategia, ovvero smetterla di acquistare mensilmente per miliardi di dollari obbligazioni dalle banche al fine di aumentare le riserve e raddoppiare la base monetaria e cominciare a comprare bonds non dal sistema bancario, ma da chi è davvero in grado di attivare la dinamo, ovvero assicurazioni e fondi pensione, i quali sono tipicamente soggetti che detengono obbligazioni a lunga scadenza.


COMMENTI
19/11/2014 - Bentornato (Vittorio Cionini)

Anch'io mi sentivo giù di tono senza la dose quotidiana di ansia da catastrofe. Avverto già qualche salutare brivido sulla schiena. Grazie Bottarelli e in bocca al lupo.

 
19/11/2014 - Bentornato (Michele Tamburri)

Caro Bottarelli, un caloroso Bentornato. Si sentiva assai la mancanza di una voce spesso controcorrente rispetto a media quasi sempre acritici ed allineati. Naturalmente, un sincero "in bocca al lupo" per quanto la riguarda personalmente. Michele Tamburri

 
19/11/2014 - Piccanti (Giuseppe Crippa)

Mi associo a Filippo Cairo. Con la Sua presenza, Bottarelli, le pagine di economia de Il Sussidiario ritrovano un po’ di pepe…!

 
19/11/2014 - bentornato! (filippo cairo)

sinceramente si è sentita la mancanza dei suoi commenti in questi giorni. spero che tutto le si risolva per il meglio cordiali saluti filippo cairo