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FINANZA E POLITICA/ La battaglia "nascosta" di Renzi all'Ue

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José Manuel Barroso (Infophoto)  José Manuel Barroso (Infophoto)

Purtroppo non c’è una strategia che debba seguire soltanto Renzi, ma occorre concordarla con altri Paesi che si trovano in difficoltà come l’Italia. La verità è che chi vuole lo status quo è la Germania, che non ha alcun interesse a cambiare le regole. Se non ci fosse stato l’euro, il marco si sarebbe rivalutato del 40%. Inoltre, con la moneta unica gli altri paesi non possono più ricorrere alle svalutazioni competitive.

 

Quali sono state le conseguenze per la Germania?

L’euro ha garantito un monopolio alla Germania che ormai ha superato gli stessi limiti previsti dall’Ue negli ultimi tre anni relativamente al saldo delle partite correnti rispetto al Pil. Negli ultimi tre anni Berlino è stata infatti al 7%. Il saldo delle partite correnti rispetto al Pil della Germania era rimasto costantemente negativo tra 1991 e 2001, quando ha raggiunto il pareggio. Nello stesso periodo era stato invece costantemente positivo per Italia e Francia. Dal 2002, con l’entrata dell’euro come moneta circolante, il saldo della Germania ha iniziato ad aumentare, fino a superare i limiti previsti dagli stessi trattati Ue, mentre quelli di Francia e Italia sono crollati.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
02/11/2014 - Renzi punta solo a elezioni anticipate (Carlo Cerofolini)

Vasto programma quello di pensare di cambiare significativamente e positivamente, pro sviluppo, nel 2015 i parametri economici eurolandici per noi iugulatori ma non per la Germania. Quindi l’operazione di Renzi di rimandare il redde rationem al prossimo anno, temo, sia solo di natura tattica-elettorale perché – a mio avviso – il Rottamatore punta solo ad andare ad elezioni anticipate la prossima primavera, prima cioè che tutti i suoi bluff siano di palese dominio pubblico.