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SPILLO/ La confusione che aiuta i "giochetti" di finanza e politica

Pubblicazione:domenica 2 novembre 2014

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Questo è un vecchio vizio ideologico di tanta scienza moderna (economica e non): l’illusione di accrescere la conoscenza ampliando senza criterio la massa dei dati. Oltre una certa soglia, la massa dei dati non aumenta l’informazione, ma la confusione, perché poi occorre iniziare a distinguere il peso relativo di ciascun dato. Sempre Masciandaro nota: “Ma la confusione aumenta nel momento in cui la Bce decide di comunicare per ogni banca nello stesso giorno tre risultati diversi: una valutazione di bilancio, il risultato di una simulazione di base (stress test di base) e il risultato di una simulazione estrema (stress test avverso). Era necessario? [...] Ma assumiamo pure di essere convinti dell’utilità degli stress test, perché comunque annunciarli in contemporanea alle valutazioni di bilancio? Tre pagelle aumentano l’informazione o la confusione? Ma non basta. Le pagelle della Bce erano datate, fermandosi alla fine dello scorso anno. Intanto le banche europee non sono state con le mani in mano, in termini di rafforzamento patrimoniale […]. Questo significa però che le pagelle da tre diventano sei. La confusione aumenta…”.

A tutto questo poi si aggiungono i commenti ai molteplici risultati dei test: “Nel caso dell’Italia vi è stato un circostanziato documento della Banca d’Italia, che ha aiutato a comprendere che - a seconda della pagella considerata - le banche cosiddette bocciate erano 9, oppure 8, oppure 4, oppure due, oppure zero. Per amor di completezza, la cifra meno aleatoria è zero, in quanto è quella che corrisponde alla valutazione di bilancio con dati aggiornati. Ma questa giostra di cifre aumenta l’informazione o la confusione?”.

Intanto i mercati finanziari hanno penalizzato pesantemente Mps e Carige: frutto di una corretta informazione o speculazione spinta con l’obiettivo di acquisirle a prezzi stracciati? Nel frattempo, mentre la Bce si trastulla con i dati e i test, l’economia reale va a rotoli e le istituzioni si dimostrano sempre più impotenti a fronteggiare la crisi. I politici italiani si lamentano che occorre smetterla con la politica di austerità, ma l’affermazione è priva di contenuti, perché se non si possono fare nuovi debiti, se per ogni spesa poi occorre trovare la copertura, il risultato sarà sempre lo stesso: economia in declino e debiti sempre più alti.

Nel frattempo, lontano dai riflettori, persone di buona volontà si stanno muovendo: nascono nuove iniziative a carattere sociale, nuovi sistemi di economia solidale locale, nuove reti di scambio di esperienze. Un brulicare di incontri che attraversa l’Italia intera da Nord a Sud e che coinvolge persone fino a ieri divise su opposti schieramenti politici, ma ora tutti insieme schierate a difendere il bene comune, senza più steccati ideologici o culturali.

Tanti italiani, con passione e dedizione, stanno rifacendo l’unità d’Italia. Occorre avere speranza.



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