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SPILLO/ La confusione che aiuta i "giochetti" di finanza e politica

Pubblicazione:domenica 2 novembre 2014

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Io non credo che Renzi si sia pienamente reso conto delle implicazioni insite nella sua proposta. Mi riferisco agli 80 euro da destinare alle neomamme: 80 euro al mese per tre anni. Una proposta sulla quale ha già annunciato che occorrerà trovare le coperture: in altre parole, pagheremo noi. Così quella che può apparire come una proposta a favore della famiglia rischia di essere solo la scusa per nuove tasse. Inoltre, si tratta di una mossa dagli effetti deleteri. Infatti, il bonus è per la mamma, non per il neonato; quindi non vi saranno ulteriori 80 euro per ulteriori nascite. In altre parole, dopo il primo nato, l’effetto svanisce e si rimane contribuenti. In conclusione, il bonus di 80 euro rischia di trasformarsi in una sorta di inedita tassa per il figlio unico.

C’è da capirlo, povero Renzi. Questi sono gli effetti perversi del cosiddetto pareggio di bilancio, cioè di una situazione nella quale occorre pianificare il bene comune sempre tenendo conto del bilancio e dove quest’ultimo ha sempre l’ultima parola. A conferma di questo c’è pure la proposta di posticipare i pagamenti (delle pensioni) al 10 del mese. A che serve? A mettere sempre più in difficoltà chi ha poco di pensione? Per un limitatissimo beneficio per le casse dello Stato si rischia di creare un disastro sociale.

Che ci volete fare, la finanza domina, al contrario di quanto chiesto dal Papa nella esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”: “Il denaro deve servire e non governare!”. Invece no, il denaro continua a governare, chi crea e diffonde il denaro governa di fatto con questo mezzo. Anche se in maniera caotica e contraddittoria.

Una confusione che domina a tutti i livelli: ne sono un esempio i recenti risultati degli stress test sul sistema bancario europeo, proposti e pensati come una misura per evitare future crisi bancarie. Ma già qui siamo alla contraddizione, perché tali test misurano una condizione del passato, senza dire nulla di quanto potrà accadere nel prossimo futuro. Inoltre, misura i possibili effetti sui bilanci delle banche in condizioni di economia definite estremamente negative: ma tali condizioni negli ultimi tempi sono divenute realtà, mostrando così l’incapacità di prevedere l’andamento dell’economia e quelle che saranno le vere condizioni limite.

Ma non basta. Come ha notato Donato Masciandaro in un articolo su Il Sole 24 Ore, “le banche europee rilevanti sono 120 se si considerano quelle che verranno direttamente sorvegliate dalla Bce a partire dal 4 novembre, diventano 130 se invece si contano quelle che la Bce ha sottoposto alla valutazione dei bilanci, passano a 123 se invece il campione è quello utilizzato dall’Eba, in cui vi sono banche di paesi membri e non membri dell’Unione. Solo 92 istituti appartengono a tutti e tre gli insiemi. Questo fatto è oggettivamente un motore di confusione...”.


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