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IL CASO/ Altro che Germania, la ripresa per l’Italia è in Spagna

Mariano Rajoy (Infophoto) Mariano Rajoy (Infophoto)

A questo proposito è risultato importante - oltre alla buona riforma del lavoro dello scorso anno che ha di fatto dato inizio a un trend significativo per l’occupazione - anche il recente intervento sul fisco operato dal governo Rajoy, che ha portato il livello medio delle tasse spagnole sulle imprese dal 30% al 28% nel 2015 e al 25% nel 2016. Un confronto con il nostro livello di tassazione è difficile, ma se si prende come riferimento l’”Effective Tax Rate” (pressione fiscale rispetto all’imponibile) l’Italia è prima in Europa con il 58%, mentre la Spagna è al 29%; se invece si considera il “Total Tax Rate” (che comprende, oltre le tasse, anche i costi accessori come la burocrazia) l’Italia è al 65,8%, mentre la Spagna al 58,6%.

In poche parole, capiremo dalla Legge di stabilità quanto effettivamente il governo vuole tagliare a proposito di Irap, alleggerendo così la pressione fiscale sulle imprese. Certo è che il modello per la crescita passa anche per la riduzione delle tasse, andando a sfidare i limiti dell’austerità europea. Per il resto, il governo pare intenzionato a rilanciare il settore dell’edilizia investendo in grandi opere: si tratta di un settore strategico che negli ultimi sei anni è calato del 30%, contribuendo a una perdita di quasi 2 punti di Pil. Investire in questo settore significa rivitalizzare un segmento produttivo molto importante oltre che sviluppare la rete infrastrutturale, e fare così ripartire anche occupazione e domanda interna. Ma, a ogni modo, meglio il modello spagnolo di quello tedesco.

 

in collaborazione con www.think-in.it

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