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Economia e Finanza

LEGGE DI STABILITA'/ Tasse e tagli, così il Governo "fa fuori" la sussidiarietà

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Il Presidente Renzi ha annunciato recentemente ben 18 miliardi di riduzioni fiscali, peccato che anche su questo punto ciò che c’è scritto nelle leggi da lui prodotte lo smentisca in maniera imbarazzante: nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza infatti è scritto a chiare lettere che entro il 2018 è previsto un aumento della pressione fiscale, dai 781 miliardi del 2013 agli oltre 850 miliardi di fine legislatura. Oltre 72 miliardi in più peseranno sulle spalle dei contribuenti italiani.

Tra le pieghe della Legge di Stabilità si nasconde una norma che, secondo quanto previsto dal disegno di legge, porterebbe un taglio anche alla formazione continua.

Il DDL Stabilità 2015 prevede, con effetto dall’anno 2015, il versamento all'entrata del bilancio dello Stato, da parte dell'Inps, di 20.000.000 euro per l’anno 2015 e di 120.000.000 euro a decorrere dall’anno 2016 a valere sulle risorse derivanti dall'aumento contributivo dovuto per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria; in sostanza tali risorse gravano sulle quote destinate ai fondi interprofessionali per la formazione continua. Attualmente ve ne sono 21 in Italia – e sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali con la finalità di raccogliere e stanziare fondi per la formazione dei dipendenti aziendali. Finanziano piani formativi aziendali, settoriali e territoriali,che le imprese in forma singola o associata decidono di realizzare per i propri dipendenti.

All'interno Legge Stabilità è altresì disposto un ulteriore prelievo sulle Fondazioni di origine bancaria, dopo quello già avvenuto a luglio e negli anni precedenti. Infatti, continua a crescere la loro tassazione in una impressionante progressione che, in cinque anni, è così quantificabile per quel che riguarda, per esempio, la Fondazione Cariplo, come ha denunciato recentemente il presidente Guizzetti: per l’anno 2011 100 milioni di euro, per il 2012 170 milioni di euro, per il 2013 170 milioni di euro. La stime per il 2014 e 2015 ci dicono rispettivamente 340 e 360 milioni di euro.

Questo è il risultato dell’effetto combinato dell’aumento degli oneri sui rendimenti derivanti dagli investimenti finanziari - passati dal 12,5% al 20% nel 2012 e poi al 26% nel luglio 2014 - e l’ulteriore aggravio sulle rendite finanziarie che emerge dal ddl. Inoltre la prospettata decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2014 rischia di impattare sul sostegno ad attività già programmate. Le Fondazioni di origine bancaria sono soggetti non profit, privati e autonomi che svolgono diverse attività sprigionando ingenti risorse in favore di soggetti privati o pubblici, dando un incessante sostegno allo stato assistenziale, all’integrazione, arrivando spesso e volentieri laddove lo stato non arriva. Spremere a tal punto queste realtà con aumenti di tasse oggettivamente insostenibili significa tagliare gli aiuti alle categorie più svantaggiate, ma anche alla ricerca e alla cultura. 


COMMENTI
29/11/2014 - Una domanda forte per Mauro (Giuseppe Crippa)

Apprendo da Mauro e Forte che il ogni comune l’anno prossimo avrà a disposizione circa 60 Euro in meno per ogni cittadino. Mi auguro almeno che il mio comune non intenda recuperare da me questi 60 Euro (da destinare in primo luogo allo stipendio di un suo dipendente e soltanto dopo ad un mio concittadino bisognoso) con la tassazione della prima casa o con una multa in più. Apprendo anche che le Fondazioni sono soggette ad aumenti di tasse “oggettivamente insostenibili”. Anche le mie rendite finanziarie sono soggette alle stesse identiche tasse che però nessuno definisce in questo modo. Forse perché le mie rendite sono destinate a normali bisogni famigliari e non alla ricerca ed alla cultura?