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Economia e Finanza

SPILLO/ Il "colpo di stato" sulla villa del Cnel

Sembra che qualcuno voglia mettere mano su Villa Lubin, sede del Cnel, ente che verrà soppresso. Anche a costo di sprecare dei soldi pubblici, come spiega GIUSEPPE PENNISI

Villa Lubin (Immagine d'archivio)Villa Lubin (Immagine d'archivio)

Nella storia recente - senza tornare a Caligola o simili - c’è un unico uom possente che riuscì a fare “costituzionalizzare” la villa che tanto amava. Il Padre “illuminato” Presidente del Zaire Mobuto che “costituzionalizzò” la Villa di N’Selé a due ore di auto dalla capitale (dono del Governo cinese) pertinenza del Presidente a vita, che amava raggiungerla, navigando sul fiume, con il proprio presidenzial battello. Dal porto privato del Palais de la Présidence di Kinshasa. Ora pare che ce ne sia un secondo - un “mandarino” di cui nessuno vuole fare il nome (per reverenza, per timore e, a sud della Ciociaria, per scaramanzia). A Bruxelles si ride di grosso. E anche a Parigi, sede dell’Ocse. A Washington, all’associazione italo-americana Amfi, si fanno gli scongiuri.

In breve, al primo comma (posizione saliente) dell’art. 39 del disegno di legge costituzionale sulla riforma istituzionale si stipula che Villa Lubin, sede del Cnel in via di soppressione, verrebbe trasferita alla Corte dei Conti. Nessuna Costituzione di Paese moderno prevede norme simili, se non altro per la ragione pratica di evitare un complesso processo di revisione costituzionale in caso sia necessario modificare la destinazione d’uso.

Il bello è che il Presidente della Corte dei Conti afferma che sta bene dove sta e non ha alcuna intenzione di effettuare traslochi a poco tempo dalla meritata pensione. Il ministro per le Riforme si dice sorpresa (come il resto dell’universo mondo) e promette che tutto verrà rimesso a posto ed eventuali “dipendenti infedeli” puniti.

In effetti, da quando si parla di soppressione del Cnel, molti avevano posto gli occhi sulla Villa. Alti funzionari di Palazzo Chigi la vedevano bene come una sede di rappresentanza per la Presidenza del Consiglio (dato che l’attuale luogo per invitare dignitari stranieri, Villa Pamphili, è molto distante dal centro di Roma). La Scuola nazionale dell’Amministrazione si era fatta avanti, ma le è stato detto che ha già splendida sede di rappresentanza: la Reggia di Caserta. Dal ministero dell’Economia e delle Finanze si era suggerito di includerla nel programma di “valorizzazione e privatizzazione” (e pare che il Fuor Seasons Hotel abbia già mostrato interesse). Tutti progetti che potrebbero beneficiare l’erario, ma che non potranno essere attuati se la Villa viene “costituzionalizzata”.