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DISOCCUPAZIONE RECORD/ Istat: mai così alta in Italia, è al 13,2%

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Mai, nella storia d’Italia, il tasso di disoccupazione è arrivato ai livelli di oggi. Si parte dall’Unità d’Italia all’epoca giolittiana, dove il fenomeno non raggiungeva i livelli di oggi, per analizzare poi il periodo del fascismo, la crisi del 1929, periodi in cui la disoccupazione era più bassa dei livelli di oggi, per continuare con gli anni della ricostruzione, dal 1946 al 1958, e i periodi dal 1959-1976, e arrivare al 1977, l’analisi conferma che nella storia non si è mai arrivati ai livelli di disoccupazione di oggi: i disoccupati erano 3 milioni e 124mila nell’ottobre del 2013, oggi raggiungono i 3 milioni e 410mila (pari al 13,2%) comparando i dati ad ottobre del 2014. Un aumento di ben 286mila unità, di cui 130mila nei 4 mesi del governo Letta e 156mila negli 8 mesi di governo Renzi. Un aumento che dipende dal peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro. Ma vediamo i dati dell’occupazione: secondo i dati trimestrali forniti dall’Istat, sarebbero 122mila occupati in più. Il dato ci porta a sostenere che negli ultimi 12 mesi l’occupazione reale è diminuita. Ma sul mercato degli occupati si stanno riducendo sia la quota dei lavoratori a tempo pieno sia la quota dei lavoratori italiani. In pratica, aumentano i posti di lavoro part-time “involontari” e i lavori di bassa qualità, tipicamente destinati agli immigrati. Il quadro che emerge dai dati è allarmante, dove si tende a migliorare le qualità dei lavoratori che già sono garantiti. Ma la situazione resta drammatica per i lavoratori precari, lavoratori in nero, giovani e donne fuori dal mercato del lavoro, dove sembra che nessuno se ne occupi sul serio. (Serena Marotta)  



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