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FINANZA E POLITICA/ Euro e Draghi "cancellano" la Costituzione italiana

Pubblicazione:domenica 30 novembre 2014

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Un altro terribile scricchiolio viene dall’Olanda: il governo ha ottenuto il rimpatrio di 122 tonnellate di oro, finora custodite negli Usa. Non c’è riuscita la Germania, nonostante numerose insistenze; ma c’è riuscita la piccola Olanda. Sarà perché finanziariamente meno ostile ai poteri finanziari americani? E perché mai far rimpatriare l’oro, se non in previsione di un crollo dei mercati finanziari? Del resto, allo stesso modo si sta comportando la Russia, che in questi ultimi mesi ha venduto titoli di stato Usa (considerati sicuri, ma lo sono davvero?) e ha comprato oro.

Ma torniamo alle parole di Draghi. La gravità non sta soltanto nel dare per scontata la perdita della sovranità, ma di averla realizzata attraverso il debito. Questo proprio per evitare di cedere la sovranità attraverso una modifica costituzionale che avrebbe sollevato certamente maggiori clamori. Così la perdita della sovranità, che, lo ricordiamo, appartiene al popolo, è stata realizzata lentamente e nascostamente.

Mi vengono in mente le parole di Copernico, il quale nel suo trattato sulla moneta scriveva: “Sebbene innumerevoli siano i mali da cui solitamente sono indeboliti regni, principati e repubbliche, i principali son quattro: discordia, mortalità, sterilità delle terre e svalutazione della moneta. I primi tre sono tanto palesi che nessuno li ignora; ma il quarto, attinente alla moneta, è considerato solo da pochi e solo dai più attenti, perché manda in rovina gli stati non d’un sol colpo, ma gradualmente e nascostamente” (Monetae cudendae ratio, 1526).

Manda in rovina gli stati. Ecco cosa sta facendo Draghi. Ma i draghi passano, mentre i popoli restano. Come ammoniva Copernico quasi cinquecento anni fa, dobbiamo essere attenti. E fiduciosi. Anche nel caso di un’ implosione dell’euro. Anzi, proprio per quello.



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