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Economia e Finanza

FINANZA/ Debenedetti: Roma e Parigi i veri problemi dell'Europa

Matteo Renzi (S) con François Hollande (Infophoto)Matteo Renzi (S) con François Hollande (Infophoto)

I problemi dell’Europa si chiamano Francia e Italia. La Grecia è un disastro, ma è piccola, l’Irlanda è stata risanata e la Spagna sta andando discretamente bene. A essere ferme sono Parigi e Roma. I governi Monti e Letta hanno affrontato momenti difficili, e Renzi sta facendo cose politicamente rilevanti: da alcune cose si direbbe che abbia la percezione di quanto profondamente si debba incidere nella struttura della Pubblica Amministrazione, nella nostra cultura giuridica. Vorrà comunicarlo? Saprà realizzarlo?

 

A quali cause si riferisce esattamente?

Al sistema giudiziario, all’istruzione, alle municipalizzate e alla sanità. Al modo di lavorare. Perfino la spending review, nella misura in cui si basa largamente sull’applicazione dei costi standard, non attua una riduzione degli sprechi ma finisce per essere un’autorizzazione a sprecare.

 

Perché?

Uno studio della Fondazione Rodolfo Debenedetti condotta dal team di Tito Boeri ha calcolato che, tenuto conto anche della spesa per gli alloggi, a parità di potere di acquisto, gli stipendi del Sud sono superiori del 30-40% rispetto al Nord. In tal caso i costi standard uguali al Sud e al Nord, non sono un incentivo a risparmiare ma una “bollinatura” allo spreco.

 

Misure espansive da parte della Bce possono essere di aiuto?

Il Quantitative easing, l’aumento del bilancio della Bce di circa 1 trilione di euro acquistando dalle banche crediti cartolarizzati, dovrebbe aumentare l’erogazione di crediti alle imprese. Andare oltre, e cioè acquistare anche debiti sovrani, sarebbe monetizzazione del debito, esplicitamente vietato dai trattati. Giustamente la Germania dovrebbe non consentirlo.

 

(Pietro Vernizzi)

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