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ENTI LOCALI vs RENZI/ Ecco come evitare il crac dell'Italia

Pubblicazione:giovedì 6 novembre 2014

Matteo Renzi e Graziano Delrio in versione Leopolda (Infophoto) Matteo Renzi e Graziano Delrio in versione Leopolda (Infophoto)

Spetta alla politica il fatto di scegliere tra migliorare una strada, costruire un nuovo edificio scolastico o un reparto ospedaliero, compatibilmente con le risorse disponibili. La gestione diretta di un ospedale, di una scuola o di una rete viaria coinvolge invece solo un livello tecnico e implica un impiego efficiente dei fondi.

 

In che modo?

Per esempio, se si tratta di fare una manutenzione dell’impianto elettrico di un edificio pubblico, aggiustarne il tetto o rifarne la tinteggiatura, la persona più competente è il dirigente scolastico senza nessun bisogno di consultare l’assessore della giunta provinciale, che giustamente è stata abolita. Allo stesso modo, se una strada è piena di buche e va sistemata è sufficiente che a decidere di farlo sia l’istituto tecnico. La manutenzione delle strade provinciali potrebbe essere tranquillamente gestita dall’azienda pubblica, accorpandola a quella delle strade nazionali.

 

E in questo modo le Province eviterebbero il default?

Il punto è che un conto è l’ordinaria amministrazione e la gestione ordinaria di un apparato burocratico che consuma risorse e produce servizi. Altra cosa è la scelta politica, con obiettivi incompatibili di scelte che hanno per effetto il benessere della popolazione e del territorio.

 

Quindi lei terrebbe due bilanci distinti?

Il budget per il funzionamento ordinario di un apparato pubblico è molto più elevato rispetto alla spesa discrezionale necessaria per attuare politiche. Spesso la spesa discrezionale riguarda gli investimenti, ma è di un ordine di grandezza molto più piccolo rispetto a ciò che occorre per l’ordinaria amministrazione. Quando i politici hanno in mano il budget dell’ordinaria amministrazione, possono usare nel modo migliore i soldi che rimangono a disposizione. Il motivo per cui non si vuole accettare questa separazione è che in questo modo la politica riesce a gestire budget molto più elevati, e quindi anche un maggiore potere, anche se ciò va a discapito dell’efficienza dei servizi pubblici.

 

(Pietro Vernizzi)



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