BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ENTI LOCALI vs RENZI/ Ecco come evitare il crac dell'Italia

Per UGO ARRIGO, la politica dovrebbe fornire l’indirizzo, per esempio decidere se un territorio ha bisogno di un ospedale in più, e non invece fornire l’amministrazione diretta dei servizi

Matteo Renzi e Graziano Delrio in versione Leopolda (Infophoto) Matteo Renzi e Graziano Delrio in versione Leopolda (Infophoto)

Le Province tornano a battere cassa e a chiedere soldi anche dopo essere state abolite. L’Unione delle Province Italiane (Upi) ha fatto sapere che “con 1 miliardo di tagli lo Stato manda in dissesto Province e Città metropolitane”. Nel corso di un’audizione alla commissione Bilancio della Camera, l’Upi ha fatto sapere che “l'unica possibilità per evitare il blocco dell'erogazione dei servizi e l'esubero del personale - si legge nel documento consegnato - è spostare, da subito in Legge di stabilità, quelle funzioni che la Legge Delrio toglie dalla gestione delle Province”. Abbiamo chiesto un commento a Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università di Milano-Bicocca.

Professore, ma le Province non erano state abolite?

Non essendo più chiamati alle elezioni per i consigli provinciali, i cittadini pensano che siano state abolite anche le Province. In realtà non c’è più l’elezione diretta, ma sono i sindaci e i consiglieri comunali che hanno contribuito a stabilire chi gestisce le Province. Queste ultime sono esattamente quelle di prima, con le stesse competenze di prima, ma semplicemente non c’è più un organismo a elezione diretta che le governa, bensì soltanto un organismo a elezione indiretta. A parte il fatto che è stata risparmiata la spesa elettorale, per il resto siamo più o meno agli stessi livelli di prima.

Questo risparmio sulle elezioni è stato significativo?

Anche se è di dimensioni limitate è sempre meglio di niente, ma per ora è un risparmio marginale. Se poi questo è il preludio per un accorpamento più sostanzioso e per un ridisegno delle funzioni, allora ben venga.

Ritiene che le competenze degli enti locali vadano ridisegnate?

Sì, e questo è il vero problema. Governo, Regioni e Province dovrebbero dare l’indirizzo politico, e non invece fornire l’amministrazione diretta dei servizi. Dare l’indirizzo politico significa, per esempio, decidere se un certo territorio ha bisogno di un ospedale o di un reparto in più.

Dove sta la differenza?