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FINANZA E POLITICA/ Sapelli: le mosse degli Usa per "liberare" l'Europa dalla Germania

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In questo caso la colpa è tutta di Draghi, il quale evidentemente non ha mai letto Machiavelli secondo cui “gli uomini si devono o blandire o uccidere”, ma mai ferire o umiliare perché poi si vendicano. È stato questo l’errore di Draghi nei confronti della Germania, rispetto a cui ha dimostrato la sua sudditanza consentendo che gran parte delle banche tedesche sfuggisse agli stress test.

 

Con quali conseguenze?

La principale conseguenza è che è venuta alla luce tutta la debolezza di Draghi. Il fatto stesso che per fare gli stress test la Bce abbia dovuto ricorrere a dei consulenti esterni pagandoli decine di milioni di euro significa che c’è una profonda perdita di legittimità dell’Eurotower. Draghi inoltre non ha mai mantenuto le sue promesse, anche perché lo statuto glielo impedisce. Il presidente della Bce deve il suo incarico a Timothy Geithner, ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti. Eppure Draghi non soddisfa gli americani, non soddisfa i tedeschi e non fa altro che prenderle da tutte le parti senza riuscire ad arrivarne a una. Alla fine l’unica cosa che forse gli riuscirà sarà quella di diventare presidente della Repubblica, il che andrà tutto a discapito dell’immagine pubblica dell’Italia.

 

Chi rischia di più, Juncker o Draghi?

Non rischia nessuno dei due perché “cane non mangia cane”. Gli unici che rischiano sono i popoli europei, la povera gente, il cui possibile riscatto dipende molto di più dagli Stati Uniti che non dai leader europei. L’unico errore di Washington è stato quello di avere messo i missili in funzione anti-russa in Polonia, ma per il resto basta visitare i nostri cimiteri per vedere quanti giovani americani hanno perso la vita per liberare l’Europa dal Nazismo. Ora gli Stati Uniti devono capire che è necessario che salvino l’Europa per la seconda volta, perché se non ci libera dai tedeschi anche l’America morirà.

 

Che cosa possono fare gli Stati Uniti per l’economia europea?

Ciò che occorre è un grande piano Marshall neokeynesiano basato sull’intervento pubblico nell’economia. Proprio come è avvenuto negli Usa dove non è stata attuata solo una politica monetaria espansiva, ma anche dei grandi investimenti pubblici.

 

In un momento di recessione gli Usa hanno i mezzi per un nuovo piano Marshall?

Certamente sì, gli Stati Uniti sono un grande Paese. Washington deve tornare a essere il leader mondiale, e per farlo deve chiamare attorno a sé i Paesi emergenti, impedire lo sbriciolamento dell’Occidente, riallacciare i rapporti con il Brasile e impedire che quest’ultimo finisca nell’orbita della Cina.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
07/11/2014 - Ben venga l'aiuto Usa (Carlo Cerofolini)

Chiaramente se gli Usa interverranno per spezzare la suicida austerity made in Germany dell’Ue sarà perché ne hanno convenienza, ma a questo punto non possiamo fare tanto gli schizzinosi, perché tra una catastrofe economica e sociale prossima ventura certa e un, seppur interessato, aiuto statunitense che ci aiuti a farci uscire l’eurozona dal cul de sac in cui si trova, non possiamo che sperare che, quest’aiuto arrivi quanto prima.

 
07/11/2014 - il disegno della cattedrale (antonio petrina)

Chi ha creato il "disegno della cattedrale" (leggi: trattato unione europea), non può dimenticare che dal periodo medioevale si passò a quello comunale e dei traffici mercantili del pepe nero, finchè la "peste" non giunse nelle capitali europee (venezia,parigi,ecc)!

 
07/11/2014 - commento (francesco taddei)

agli usa dell'europa frega solo nella misura in cui gliene viene un profitto. hanno appoggiato le rivolte del nordafrica e sono cavoli nostri. ora col trattato sul commercio vogliono affossarci del tutto. per non parlare dei microfoni che ci mettono pure in bagno. la germania si difende e noi la critichiamo. l'ideale di sapelli? franza o spagna.....

 
07/11/2014 - sicché ci siamo ricascati (Claudio Baleani)

Il prof. Sapelli stavolta mi convince. Dopo aver criticato i perfidi capitalisti americani, ora dobbiamo sperare in un nuovo loro intervento. Ci siamo accorti che fra le tante cose che potevamo fare abbiamo scelto la peggiore: allearci di nuovo con la Germania. E pensare che il trattato di Maastricht l'hanno voluto soprattutto la Francia e l'Italia. Speriamo che nel partito repubblicano americano non risorgano spinte isolazioniste e che almeno in uno dei fronti dove gli americani sono impegnati la tensione si allenti e abbiano ancora voglia di occuparsi dell'Europa dove la normale tendenza è quella di creare tensioni interne ed esterne che causano scontri e guerre.