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730 PRECOMPILATO/ Da Renzi una "trappola" per contribuenti e Caf

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Rimane, come al solito, la patata bollente affidata ai Caf e a gli studi professionali, ma ci sembra la solita soluzione di ripiego, il solito parcheggio per la cronica incapacità di semplificazione tributaria.

Ma se non fosse il solito rattoppo? Se fosse tutto pre-studiato? Secondo alcuni, il sistema fiscale italiano non è inadeguato a combattere l’evasione, è solo consapevolmente iniquo, come già scritto su queste pagine; la confusione, le decisioni prese all’ultimo momento e novità dell’ultima ora, la ferma determinazione del Governo Renzi a far presto (per non perdere la faccia sulle riforme promesse), fanno si che nulla cambi, che tutto rimanga al suo posto in modo che il sistema tributario (l’Agenzia delle Entrate, Equitalia) e quello previdenziale (Inps) possano sopravvivere il più possibile posticipando l’arrivo dello “tsunami” che distruggerebbe definitivamente l’impianto fiscale e pensionistico, da sempre sull’orlo del fallimento.

La cosa drammatica è che ci vorranno almeno tre anni perché il nuovo sistema vada a regime e in questo lasso di tempo chi subirà di più il disagio dovuto alla scarsa organizzazione? Non certamente il Fisco; anzi, a breve ci propineranno che questo nuovo apparato porterà a un maggior risparmio sugli oneri della spesa pubblica nella lotta antievasione e persino dei nuovi posti di lavoro. Ad esempio, per il povero pensionato sarà agevole come scalare l’Everest (scaricare il modulo sul web, controllare l’esatta pre-compilazione mediante le solite estenuanti file ai Caf, restituire il modulo, ecc.) per arrivare a incassare quattro soldi di detrazioni, a fronte per lo più degli scontrini delle farmacie; alla fine tale contribuente rinuncerà e restituirà il modello senza apporre modifiche anche in presenza di crediti a proprio favore con un proficuo risparmio da parte del sistema fiscale.

Ma attenzione: l’aggravio maggiore per chi deve pagare i tributi è dato dal costo dell’autodenuncia. Fino a oggi il contribuente poteva scegliere per il 730, di affidarsi ai vari Caf o professionisti pagando per lo più proporzionalmente a seconda della tipologia sociale ed economica appartenuta (iscritti sindacali, appartenenti ad associazioni di categoria, fruenti di tariffe speciali a seconda del reddito, ecc.) l’assistenza ricevuta per la compilazione oppure, se era in grado di farlo, presentare un pre-compilato, sempre agli stessi, per la semplice trasmissione telematica. In questo caso il servizio era gratuito.

L’effettiva differenza tra pagare o meno la prestazione stava nel fatto che con l’assistenza gli eventuali errori od omissioni del modello presentato erano imputabili al Caf, quindi anche le spese di accertamento degli stessi mentre chi rispondeva dei pre-compilati erano esclusivamente i contribuenti. Quindi, possiamo dire che la responsabilità quasi totale di errato calcolo della denuncia era del contribuente: quasi totale perché, a livello oneroso, i Caf e i professionisti riconoscevano le sanzioni e gli interessi della cartella esattoriale emessa a fronte di imperfezioni, mentre il capitale rimaneva a carico dell’assistito.



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