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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Forte: così i burocrati dell'Ue si fanno beffe dell'Italia

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Se al posto dei burocrati Ue ci fosse una persona normale e con una modesta laurea, dovrebbe dire: “L’Italia ha commesso tre errori: non ha fatto la riforma del mercato del lavoro, non ha un sistema legale e operativo per fare più investimenti, sfora il deficit/Pil dello 0,3% in più del consentito per via dell’output gap”. Ciò che non è riuscito alla Commissione Ue, è stato fatto con precisione chirurgica da parte della Banca d’Italia e dell’Istat. E lo stesso presidente della Commissione per l’ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, nominato dal governo Renzi, ha fatto a pezzi il meccanismo dell’output gap scelto da Padoan.

 

Perché secondo lei l’Europa non parla in modo chiaro?

A Bruxelles evidentemente si pensa che l’Italia sia il Paese delle banane. La conseguenza però è che in questo modo si dà spazio a un demagogo come Renzi, che si mette a polemizzare contro Juncker facendogli gli sberleffi. Quello mostrato al mondo intero non è stato certo un bello spettacolo.

 

La colpa è solo di Renzi?

Renzi ha le sue responsabilità, ma anche nel comportamento dell’Ue ci sono due aspetti vergognosi. In primo luogo, a Bruxelles sembra che ci siano o degli incompetenti o delle persone che si divertono a scrivere cose così vaghe che non farebbero onore neanche a un amministratore di condominio. In secondo luogo, la Germania continua a bloccare Draghi, facendogli perdere tempo prezioso: un comportamento che forse rientra in una tattica tedesca finalizzata a rallentare tutto. Se i vertici europei sono così generici, pasticcioni e in grado di esprimersi solo in politichese vecchio stile, di certo non saranno in grado di aiutare l’Italia ad ammodernarsi.

 

(Pietro Vernizzi)

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