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JUNCKER vs ITALIA/ Sapelli: dall'Europa una minaccia in stile SS

Jean-Claude Juncker (Infophoto) Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Sì, la minaccia riguarda l’invio della Troika. Una persona che occupa una carica istituzionale non può fare una dichiarazione di questo tipo, che esprime tutto il degrado della classe politica dominante che ha in mano l’Europa. “Non sarà piacevole” è un linguaggio che va bene per minacciare dei bambini, non per parlare a dei gentiluomini, né tantomeno alle nazioni. L’Europa è in mano a una banda di maleducati, i quali non sanno come ci si comporta nelle istituzioni. Quello di Juncker mi ricorda il linguaggio delle SS, delle Camice brune o di Mussolini dopo il delitto Matteotti. Di fronte a un personaggio come il presidente della Commissione Ue, non posso che dire che spero di morire prima di vedere le conseguenze delle sue parole e azioni per l’Europa.

 

Renzi, dopo aver incontrato la Lagarde, avrebbe detto: “Se perfino il Fmi, che non è esattamente una sezione del Partito Comunista a Washington, chiede all'Europa di investire sulla crescita, qualche domanda i partner Ue dovranno pure cominciare a farsela”. È d’accordo con il premier?

Il presidente del consiglio ha detto una frase molto giusta e appropriata. Il Fondo monetario è molto più vicino all’orientamento degli Stati Uniti. Andrebbe preso in altrettanta considerazione anche il documento pubblicato dall’Ocse sulla disuguaglianza in aumento e sulla crescita bloccata in Europa. Per comprendere che cosa sta avvenendo basta leggersi il libro di Timothy Geithner, “Stress Test”, in fondo al quale c’è un grafico molto interessante che mostra le conseguenze delle due vie, quella seguita dall’Europa e quella degli Stati Uniti.

 

(Pietro Vernizzi)

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