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Economia e Finanza

SPILLO/ La stangata di Renzi a solidarietà e cultura

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Tutt’altro. Nel merito la penso esattamente come il direttore Tarquinio di Avvenire ha spiegato rispondendo a una lettera di un lettore: “Non possiamo perdere una chance unica come questa, con tutto il suo portato di rinnovamento. L’energia messa in circolo è enorme, ma ci rendiamo conto che il compito è titanico, tante sono le resistenze, le incrostazioni, le rendite di posizione che si oppongono al cambiamento. E bisogna pure mettere in conto qualche errore e qualche sbavatura, ci mancherebbe”. Trovo addirittura immorale andare a cercare difetti minori mentre nel frattempo il Governo sta risolvendo questioni importantissime come quello dell’acciaio e di altre imprese chiave per il Paese e per l’occupazione. Però può accadere che in questo caso qualcuno abbia preso un abbaglio, e allora bisogna parlare chiaro e forte, per avvertire di fermarsi finché si è in tempo. In questo caso non si sta difendendo alcuna rendita di posizione, ma uno dei pochi sistemi di protezione sociale che ha dimostrato di funzionare egregiamente.

 

Qualche esempio?

Per stare in casa nostra, vale a dire in Lombardia, basta fare un giro sul sito della Fondazione Cariplo per capire la vastità, la capillarità e la significatività dell’impegno: quest’anno oltre 140 milioni di euro erogati per attività relative a quattro macro-aree: Ambiente, Arte e Cultura, Ricerca Scientifica e Trasferimento tecnologico, Servizi alla persona. Tutti settori per i quali notoriamente lo Stato spende sempre meno. Sottrarre di colpo 20 o 30 milioni di euro e forse di più da quei 140 non vuol dire tagliare di colpo le gambe a centinaia di iniziative e progetti mettendo inoltre in difficoltà un numero esagerato di lavoratori che non hanno alcuna protezione sociale, ma vuol dire ridurre drasticamente l’efficacia della leva che le erogazioni della Fondazione Cariplo hanno dimostrato di far sollevare. Intendo dire che normalmente il sostegno viene dato a progetti e attività che a loro volta, molto spesso, restituiscono con gli interessi alla società i talenti ricevuti.

 

Cosa si dovrebbe fare secondo lei per porre rimedio a questa stortura?

Non sono un tecnico esperto di questi dettagli, ma sicuramente occorre innanzitutto differenziare le rendite del superfinanziere disinvolto da quelle della Fondazioni bancarie che hanno l’obbligo di devolvere in beneficenza le proprie. Ho letto da qualche parte che finalmente Governo e Fondazioni si starebbero parlando, e conoscendo il livello degli interlocutori mi auguro sinceramente che si possa trovare una soluzione. Ma c’è un altro motivo per cui è opportuno trovarla…

 

Quale?

Questo governo sta incontrando, come abbiamo detto, grandissime difficoltà e resistenze. La lite con i sindacati raggiunge sempre più spesso il calor bianco. Finita la luna di miele, i sondaggi mostrano credibilità e fiducia in continua discesa. Da comunicatore di professione, invito il Presidente del Consiglio - oltre che per il merito di cui abbiamo parlato prima - a riflettere sul fatto che nel caso malaugurato non si trovasse la giusta soluzione, altri milioni di persone scenderebbero in piazza per il grave danno creato indirettamente al Terzo settore. E allora sarebbe davvero tutto più difficile, forse addirittura irrimediabile.

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