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Economia e Finanza

SPILLO/ La stangata di Renzi a solidarietà e cultura

All’interno della Legge di stabilità c’è una norma che rischia di avere pesanti ripercussioni su alcuni settori chiave del Paese, come ci ricorda ALBERTO CONTRI

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

All’interno della Legge di stabilità, ancora in discussione in Parlamento, c’è una vera e propria stangata per le Fondazioni bancarie: già colpite in passato da un aumento delle imposte, questa volta vedranno, con effetto retroattivo a partire da gennaio 2014, aumentare l’imponibile sui dividendi percepiti dal 5% al 77,4%. Si tratta di una manovra che avrà inevitabili ripercussioni su associazioni ed enti senza scopo di lucro che le Fondazioni finanziano. Sul tema abbiamo sentito il parere di Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso.

Nei giorni scorsi lei ha usato parole decisamente chiare per stigmatizzare questa norme contenute nella Legge di stabilità. Lei ha detto “Perché usare l’accetta quando si può usare il bisturi?”. Come mai?

Proprio per la materia di cui ci occupiamo, la comunicazione sociale, conosciamo a fondo tutti settori in cui intervengono le Fondazioni bancarie. E abbiamo un riscontro diretto di quante realtà del mondo culturale, medico-scientifico, della protezione ambientale e degli aiuti alla persona svolgono il loro lavoro, sviluppando progetti di grande utilità sociale che altrimenti non vedrebbero mai la luce. Molto facile citare La Scala, così importante per l’immagine dell’Italia nel mondo: ma ci sono migliaia di altre attività che suppliscono - e con criteri di eccellenza ben diversi da quelli abituali della Pubblica amministrazione - a carenze che lo Stato non è in grado di colmare. Ed è anche meglio che sia così, è il concetto moderno di sussidiarietà.

Probabilmente si è immaginato che le Fondazioni bancarie fossero dei Paperoni che si possono far dimagrire senza troppo danno. E poi qualcuna non si è comportata con particolare trasparenza…

È questo che mi colpisce, e anche mi preoccupa non poco: possibile che gli estensori della Legge di stabilità non sappiano che di default le rendite delle Fondazioni vanno trasformate in erogazioni? E che il patrimonio accumulato è a difesa del livello delle erogazioni medesime? È stato proprio grazie ai prudenti accantonamenti che certe Fondazioni hanno potuto mantenere i loro impegni senza ridurre troppo le erogazioni quando c’è stata una contrazione dei dividendi delle banche. Se poi qualche Fondazione si è comportata poco correttamente va sanzionata, ma non mi pare una buona scusa per “gettare via il bambino con l’acqua sporca”, come recita un vecchio proverbio americano, creando gravi problemi a una rete sociale importante, l’ultima che sta tenendo nel Paese.

Significa che il suo giudizio sul governo Renzi è negativo?