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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ I numeri che avvicinano lo "scoppio" dell'Ue

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E) Queste tesi, nell’ultima riunione della Bce, sono state al centro di aspri contrasti. L’Europa Anseatica, quella che nel Medioevo si estendeva dall’Olanda al Baltico, ha votato compatta contro il Qe: Olanda, Estonia, Lituania, oltre naturalmente alla Germania. Ovvero 3 membri permanenti su 6 e 7 governatori su 18. È la dimostrazione che la frattura ha radici profonde.

F) Nel frattempo torna a farsi sentire il nodo della Grecia. Dietro il problema dell’elezione del Presidente, che potrebbe innescare un processo che porterebbe alle elezioni anticipate in primavera, c’è il disagio per l’assenza di una strategia politica qualsiasi da parte di Bruxelles che non preveda il suicidio di buona parte dei popoli del Vecchio Continente. Come si può chiedere ad Antonis Samaras, dopo anni di sacrifici drammatici del popolo greco (per ridare il soldi alle banche tedesche e francesi) di proseguire sulla stessa strada? Una domanda che può essere estesa a buona parte dei governi della cosiddetta periferia d’Europa: Spagna, Portogallo o Italia poco importa.

G) Ovunque, infatti, si fanno strada strategie di opposizione all’Europa comunitaria così com’è cresciuta in questi anni. C’è l’opposizione populista (Lega più M5S in Italia, Front National in Francia) che chiede l’uscita dall’euro. C’è la soluzione di sinistra, predicata da Tsipras in Grecia e con più lucidità da Podemos in Spagna: salviamo pure l’Europa, ma questo sarà possibile solo dopo la cancellazione, o comunque la ristrutturazione, del debito. Nel mezzo le forze politiche tradizionali soffrono una crisi che sembra senza soluzione, aggrappandosi a misure per certi versi paradossali (l’Unione europea, dopo tanti rinvii, non è riuscita a far di meglio che partorire il piano Juncker, l’operazione più ardita della finanza contemporanea: dagli 8 miliardi iniziali investiti da Bruxelles dovrebbero germinare grazie a una serie di leve finanziarie, investimenti per 315 miliardi. Alla faccia delle bolle).

H) Di fronte a certi giochi di magia si può tornare alla domanda iniziale: quanto tempo potrà reggere in mano a certi cappellai matti l’Europa che fu di Adenauer, Monnet e De Gasperi?

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COMMENTI
12/12/2014 - Pay op Qe (Alessandro d'Alessandro)

Ormai sembra il ritornello della danza della pioggia: "Vogliamo il QE! Vogliamo il QE!" Ma credo che neppure il QE risolverebbe i problemi dellEuropa. Il QE della Fed ha soltanto alimentato i corsi azionari, perché dovrebbe essere diverso il QE della BCE? Le aste TLTRO falliscono perché le banche europee non erogano credito a loro volta. Anche con una montagna di soldi a disposizione, le cose non cambierebbero. A mio avviso il vero QE deve venire da un calo generalizzato è rilevante della imposizione fiscale alle imprese. Solo cosí l'Europa potrà fare concorrenza ai produttori esteri e riprendere a correre. allora, per servire a qualcosa, il QE della BCE dovrebbe essere sottoposto alla condizione del calo delle tasse. Fantaeconomia? È ciò di cui abbiamo bisogno