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SPY FINANZA/ Le 10 previsioni "oltraggiose" per il 2015

Pubblicazione:sabato 13 dicembre 2014

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3) Nessuno ha più esperienza con i vari sistemi di allentamento monetario della Banca centrale del Giappone, ma nonostante decenni di poco o nessun successo la BoJ continua ad accumulare come un tossicodipendente che ha bisogno della sua prossima dose. E come un tossicodipendente, occorre drogarsi sempre di più per mantenere lo stesso effetto. Com’era prevedibile, quindi, l’operazione monetaria “a tre frecce” del premier Abe non è riuscita a fare molto per rilanciare l’economia, visto che le previsioni di crescita per il 2014-16 sono state riviste al ribasso e l’inflazione ha iniziato a scivolare di nuovo. La situazione poi potrebbe peggiorare quando alla pressione deflazionistica si andranno a sommare le condizioni demografiche in continuo peggioramento e il calo del potere d’acquisto dei salari dei cittadini. Ma al netto di questo quadro, c’è una possibilità diciamo da outsider che l’inflazione schizzi al 5% in Giappone il prossimo anno e questo senza incorporare nello scenario un nuovo aumento dell’Iva. L’incessante opera di stampaggio moneta della BoJ, la quale al ritmo attuale comprerà circa il 60% delle nuove emissioni obbligazionarie sovrane, non contando equities e altri assets, spingerà al rialzo il prezzo degli assets. Il continuo calo dello yen contro le principali valute, soprattutto euro e dollaro, spingerà poi al rialzo il prezzo di beni e servizi stranieri, una voce che andrà a sommarsi al computo inflazionistico nei trimestri a seguire. Tanto più che il calo della valuta nipponica potrebbe non finire in fretta, visto che gli investitori esteri potrebbero concentrarsi su assets giapponesi anticipando un possibile stimolo monetario ulteriore, quindi generando rischio inflattivo al rialzo. Per questo, la predizione oltraggiosa è quella di inflazione al 5% in Giappone nel 2015.

4) Il mandato di Mario Draghi come presidente della Banca centrale europea è tutt’altro che terminato, ma la sua permanenza alla Bce può essere limitato se la recente ondata di malumori e accuse rappresenta la nuova realtà dell’Eurotower. Draghi ha infatti probabilmente raggiunto il limite su quanto può fare ancora semplicemente “parlando con il mercato”, tanto che si ritiene a livello generale che l’economia europea sia ora così debole da rendere un Quantitative easing quasi un dato di fatto. Ma Draghi potrebbe dover lasciare la scena proprio per non far sparire del tutto dal tavolo questa possibilità, almeno stando alla “teoria del gioco”: Draghi ha raggiunto il suo limite operativo mentre in Italia il presidente Napolitano abbandonerà il Quirinale non più tardi del giugno 2015. Il primo ministro Renzi ha bisogno di una figura largamente condivisa per rimpiazzare un uomo apprezzato come l’attuale Presidente, dovendo fare i conti con la necessità dei due terzi dei consensi parlamentari. Potrebbe quindi essere la vera sorpresa del prossimo anno il fatto che Renzi e Napolitano chiedano a Draghi di accettare la candidatura per non bloccare il processo riformatore in atto in Italia, mentre alla guida della Bce andrà il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, il quale darà via libera a un blando programma di Qe sotto la supervisione di un tedesco e non di un membro del Club Med? La politica è l’arte del compromesso e questo compromesso potrebbe essere esattamente ciò di cui ha bisogno l’Europa per dar vita al Qe: tardivo, certo ma sempre meglio che non fare nulla.

5) Non è stata la crescita in Europa, quanto le azioni - o promesse - della Banca centrale europea che hanno spinto verso il basso i rendimenti delle obbligazioni societarie in Europa. Il rendimento dei bond corporate non investment grade è sceso significativamente dal picco del quarto trimestre 2011: per esempio, lo yield sul bond subordinato denominato in euro di Royal Bank of Scotland con scadenza aprile 2018 e coupon 6,934% è sceso dal 13,6% del 29 novembre 2011 al 2,2% del 17 novembre di quest’anno. Come conseguenza di questo, i bond corporate non investment grade europei sono cresciuti del 46% su basi di return totale dal minimo del 7 ottobre 2011 o, guardando il dato annualizzato, del 13%. Comunque sia, la festa sta per finire, visto che le nuove politiche della Bce hanno fallito nel generare crescita, mentre quelle monetarie non possono garantire un offsetting della mancanza di crescita nel settore privato. Nel 2015, la crescita economica rallenterà ancora, spingendo gli investitori a mettere in discussione le politiche pubbliche, poiché quanto si riesce a far a livello di compressione per Abs e bond sovrani, non potrà essere la salvezza per le obbligazioni corporate ad alto rendimento, visto che il mandato della Bce non lo consente e la Bundesbank metterebbe certamente il veto a ogni forzatura. Con il sentiment verso l’alto e rendimenti ondivaghi nel 2015, gli investitori sono lasciati a loro stessi alla ricerca di liquidità e prezzi più alti per chiudere le loro posizioni: se ci sarà una fuga definitiva dal comparto ad alto rendimento, questo potrebbe inviare scosse capaci di scuotere di nuovo le fondamenta della già debole economia europea. L’indice Market iTraxx Europe Crossover che comprende i credit defaults swap delle 75 entità corporate non investment grade europee più liquide potrebbe essere la cartina di tornasole di questo rischio: attualmente è a 350 punti ma la previsione oltraggiosa per il 2015 è la sua esplosione a 700 punti base a causa della fuga degli investitori.


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COMMENTI
13/12/2014 - Rimandati entrambi (Giuseppe Crippa)

Ecco le 10 previsioni di Saxo Bank per il 2014, delle quali possiamo controllare ora l'esito: Una tassa sulla ricchezza nella UE; Un’alleanza anti UE diverrà il maggior gruppo nel Parlamento Europeo; un’altra bolla web a Wall Street; la cancellazione del debito pubblico giapponese; la deflazione negli States; un quantitative easing USA sui mutui ipotecari; il Brent che crolla ad 80 euro; la Germania in recessione; il CAC 40 giù del 40% e le valute di cinque paesi emergenti crollano del 25% sul dollaro. Direi che l’unica previsione centrata è il crollo del prezzo del petrolio e, a voler esser buoni, la recessione tedesca e le valute di alcuni paesi emergenti (la Russia ma quale altro?) in caduta del 25% sul dollaro. Bottarelli, Lei aveva previsto che 5 di queste previsioni sarebbero state azzeccate: secondo me sia Saxo Bank che Lei dovreste impegnarvi di più…