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UNICREDIT FOUNDATION/ Al via bando di 500mila euro a sostegno del lavoro giovanile

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Al via da oggi la quarta edizione del bando Unicredit Carta E. Si tratta di un bando nazionale del valore di 500mila euro da investire in progetti di “strategie di coesione sociale a favore dei giovani”. Il bando è rivolto ad associazioni no profit e saranno selezionati all’interno del bando sette progetti, che corrispondono alla suddivisione territoriale di Unicredit in Italia, che saranno finanziati con 60mila euro ciascuno. I progetti saranno visionati dal Comitato Carta Etica, interno a Unicredit, con la collaborazione del Cergas dell’Università Bocconi di Milano. Dopo questa prima fase, si procederà all’iniziativa interna “You Chiose, You project” (La tua scelta, il tuo progetto), che vedrà oltre 50mila dipendenti italiani di Unicredit votare il progetto che preferiscono tra i sette proposti, e ciascun progetto in questo modo concorrerà per aggiudicarsi gli 80mila euro di premio rimanenti. Per partecipare al bando le associazioni no profitt dovranno essere onlus e costituite da almeno 3 anni. La scadenza per aderire all’iniziativa sono le ore 12 del 19 gennaio 2015 tramite l’apposito applicativo online sul sito internet www.unicreditfoundation.org. «La collaborazione più che decennale con UniCredit Foundation ha contribuito a supportare progetti di grande utilità sociale», ha ricordato Gabriele Piccini, Country Chairman Italia UniCredit a “Vita.it”.  «Grazie a questa sinergia, che è andata affinandosi nel tempo, ogni anno vengono individuate alcune tra le tematiche sociali più urgenti e selezionati i progetti più innovativi a cui destinare i fondi raccolti. Per confermare l’attenzione del nostro Gruppo alle esigenze delle fasce della popolazione più deboli, quest’anno abbiamo deciso di concentrare il nostro impegno sui giovani a rischio di esclusione sociale, una delle emergenze che possono mettere a dura prova la coesione sociale delle nostre comunità nei prossimi anni». Il presidente di Unicredit Foundation, Maurizio Carrara, ha dichiarato: «data la persistente fase di incertezza che sta attraversando il nostro Paese, credo che uno dei rischi più grandi che possano correre i giovani sia quello di perdere la speranza nel proprio futuro. Questa considerazione vale per tutti, ma in particolare per i soggetti che si trovano già in situazioni di disagio. Uno dei compiti principali dei progetti di imprenditorialità sociale è proprio quello di fornire a questi giovani, attraverso una formazione professionale finalizzata all’inserimento lavorativo, l’opportunità di costruirsi, oltre che un progetto di vita individuale, un  “ruolo sociale”, sentendosi parte integrante di una comunità che sente il bisogno di resistere alle difficoltà e ritrovare la speranza di un futuro migliore». (Serena Marotta)



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