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FINANZA/ Così pensioni e Ue "inguaiano" l'Italia

Pubblicazione:martedì 16 dicembre 2014

La sede della Banca d'Italia La sede della Banca d'Italia

Il richiamo dell’Europa sul debito deriva dal trattato di Maastricht, il quale prevede che uno dei requisiti per essere ammessi in Europa è che il debito sia pari al 60% del Pil. Noi eravamo a circa il 110%, e si fece un’eccezione per l’Italia la quale si impegnò a un percorso di riduzione del debito, con la prospettiva di arrivare al 60% in 10 o 15 anni.

 

L’Italia non ha rispettato i suoi impegni?

Il debito del nostro Paese è sceso per due o tre anni ma poi ha ricominciato a salire. L’obiezione all’Italia è che siamo fuori dai parametri di Maastricht sul debito come quantità e come tendenza, e che se facciamo parte del “club” è giusto che anche noi paghiamo le nostre quote.

 

Perché il nostro Paese non riesce a tagliare il debito?

La spesa strutturale dell’Italia, legata a Pubblica amministrazione e pensioni, continua ad aumentare perché aumenta il numero di pensionati, la popolazione invecchia e la vita media si allunga. Il modo con cui questo governo vuole risolvere il problema del debito è vendendo dei beni pubblici.

 

Lei ritiene che ci sia anche un’incompetenza da parte degli organismi europei che continuano a bacchettare l’Italia?

Più che di incompetenza parlerei di miopia: nella burocrazia Ue ciascuno guarda il suo settore e non il quadro generale. Da un punto di vista politico inoltre l’Italia vuole contare, contribuendo fortemente a prendere decisioni europee, e quindi le si chiede di pagare come fanno tutti. Non è che ci guardino con una particolare bontà, nel momento in cui siamo dei partner dell’Ue: siccome gli altri paesi pagano dobbiamo pagare anche noi. Quando ci sono i fondi di intervento sui mercati finanziari da riempire, l’Italia è chiamata a contribuire come tutti.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
16/12/2014 - Il debito non inguaia basta correre. (claudia mazzola)

Il debito di mio marito, con la crisi, da 2 anni era in forte aumento. Poi, tirato su le manichine, ha corso disperatamente per 18 mesi facendo l'agente di commercio. Ora è stato premiato dalla ditta con l'aggiunta di una nuova zona e ha pagato tutte le rate INPS.