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FINANZA/ Forte: gli errori di Renzi e Juncker che fanno arrancare l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 17 dicembre 2014

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea (Infophoto) Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea (Infophoto)

Occorre acquistare titoli del debito pubblico senza creare deficit di bilancio. Dal punto di vista legale questa operazione non è un finanziamento agli Stati membri, bensì una politica di stabilizzazione monetaria che rientra nei doveri della Bce e nel suo statuto, che le impone di perseguire la stabilità monetaria. Quest’ultima consiste nel mantenere il tasso d’inflazione nella media tra il 2% e lo 0%, il che implica che bisogna essere quantomeno al di sopra dell’1%. Di fronte a una crisi occorrono azioni immediate. Questo è ciò che la Bce sa di dover fare.

 

E l’Italia come può contribuire?

Renzi, in quanto presidente del semestre europeo, ha il dovere di ricordare qual è il compito della Bce, dal momento che tutti in Germania fingono di ignorarlo a partire dal cancelliere Merkel, dal ministro delle Finanze Schauble e dal presidente della Bundesbank Weidemann. Renzi dovrebbe inoltre invitare Juncker a smetterla con i discorsi vaghi. Da anni si dice che va attuata la private finance iniziative, cioè il finanziamento di nuove infrastrutture grazie a una partnership pubblico-privato che coinvolga la Bce.

 

Quali infrastrutture ritiene che vadano realizzate in Italia?

Io farei partire subito il Ponte sullo Stretto, perché l’apertura dei cantieri mobiliterebbe nuove forze lavoro. È ciò che hanno fatto Giappone, Stati Uniti, la stessa Cina che quando rallenta fa il 6% di crescita.

 

(Pietro Vernizzi)



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