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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La "guerra gialla" che sconvolge i mercati

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Il quale, dal canto suo, da venerdì scorso ha un alleato (inconsapevole?) in più in questa battaglia non convenzionale, ovvero l’India, il cui governo, attraverso la Reserve Bank of India, a sorpresa ha eliminato una legge del luglio 2013 sull’importazione dell’oro conosciuta come “80-20”, in funzione della quale il 20% dell’import doveva essere riesportato prima che l’80% venisse rilasciato dal deposito dell’aeroporto o del porto. Una legge nata in ossequio alla lotta al deficit commerciale, ma che di fatto ha portato a un aumento del contrabbando, ora eliminata a sorpresa dal piatto e quindi destinata ad aprire una nuova stagione di acquisti per centinaia di tonnellate di oro fisico che finirà tra Mumbai e Nuova Delhi: perché il prezzo resta così basso, quindi, essendoci tra superpotenze come Russia, Cina e ora anche India pronte a fare man bassa sul mercato mondiale dell’oro fisico?

Forse perché un aumento determinato dal mercato del prezzo dell’oro svelerebbe a tutti la scarsità di oro sintetico e quindi lo stato di salute non proprio eccellente dell’oro di carta e dei suoi cavalieri: se per caso, in Svizzera domenica avesse vinto il “Sì” con ogni probabilità l’intero di meccanismo di soppressione del prezzo dell’oro posto in essere dalle banche commerciali, le stesse già condannate per aver manipolato qualsiasi tipo di mercato, oro compreso ma pur sempre operative, sarebbe saltato in aria. Un qualcosa che nessuno poteva permettersi.

Certo, è vero che l’oro è in territorio ribassista non da qualche mese ma dai massimi del settembre 2011 ed è anche vero che circa 4,41 miliardi di dollari sono usciti dagli Etf e dai mutual funds dell’oro dall’inizio dell’anno, così come altre 3,78 miliardi hanno preso la porta per uscire da fondi legati all’andamento dei mercati preziosi, stando a dati di Jefferies. E poi altrettanto vero che il prezzo in netto calo del petrolio sta ponendo pressione anche sull’oro e sull’intero spettro delle commodities, visto che l’energia rappresenta il costo maggiore a livello di estrazione e trasporto, oltretutto mandando in corto circuito la classifica funzione difensiva dell’oro contro l’inflazione, visto che basso prezzo del petrolio significa bassa inflazione. Tutto vero, ma qualcosa non mi torna lo stesso. Ora vediamo se il prezzo comincerà a far salire i tassi Gofo con lui (dopo un calo del 2%, ieri quando erano in atto le contrattazioni in Europa l’esito del referendum elvetico e il downgrade del rating giapponese operato da Moody’s - capace di spedire lo yen ai minimi da sette anni sull’euro - hanno portato a un aumento del prezzo dell’1% a 1.179 dollari l’oncia, con i futures a consegna dicembre che postavano prezzi a 1.17750 sul mercato Usa), altrimenti avremo la prova provata che è in atto una guerra tra superpotenze utilizzando lo scintillante metallo prezioso come arma di pressione al rialzo dei prezzi, al fine di far implodere il mercato repo su cui si basano non solo gli acquisti delle banche commerciali ma l’intero sistema del mercato futures aureo.

E la prova fino a ieri sera era tutta a mio favore, visto che a metà pomeriggio è stato diffuso l’aggiornamento dei dati Gofo e si è scoperto che il referendum svizzero non aveva affatto alimentato la paura persistente per giorni sui tassi, visto che anche con la vittoria dei “No” e con l’oro spot in risalita ieri il Gofo è un mese è calato ancora e l’intera curva fino al tasso sei mesi era profondamente in negativo, con il Gofo a un anno a soli 0,6 punti base dal suo primo ingresso in territorio di rosso nella storia. Penso che avanti di questo passo, l’aggiornamento di oggi ci dirà che le istituzioni finanziarie si attendano carenza nel gold swap per l’intero anno prossimo. Se non è geofinanza questa, non so cosa lo possa essere. 

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COMMENTI
02/12/2014 - GOFO vs GLR (Claudio Alberti)

Egregio Bottarelli, io la stimo e la leggo con interesse anche quando dipinge scenari al limite del fantascientifico o apocalittico. Pero' qui ha forse esagerato. Come lei sa il GOFO NON è il tasso a cui si puo' prendere in prestito oro senza offrire collaterals. Il FO di GOFO sta per forward e indica il premium che si proietta sull'oro rispetto al prezzo spot corrente. Un GOFO negativo a un anno quindi indica che il feeling del mercato è che l'oro tra un anno sarà piu' basso di oggi. Il tasso di interesse sul prestito di oro è il Gold Lease Rate (GLR). Quindi per chiudere il cerchio si puo' dire che LIBOR = GOFO + GLR Questo deve sempre essere vero per impedire arbitraggi e produrre denaro dal nulla prendendo in prestito oro, vendendolo subito e comprando un contratto GOFO ad un anno che genererebbe un cashflow positivo con zero rischio. cordiali saluti.