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SPY FINANZA/ La "guerra gialla" che sconvolge i mercati

Pubblicazione:martedì 2 dicembre 2014

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È notizia di domenica il fatto che in Svizzera abbia vinto nettamente il no su tutti e tre i temi sottoposti a referendum, ovvero aumento delle riserve auree della Banca centrale (Bns), limitazioni all’immigrazione e abolizione dei forfait fiscali per i superabbienti che risiedono nella Confederazione. Nel pomeriggio di due giorni fa, quando mancavano solo i dati di 2 cantoni su 26, i risultati erano ormai chiari: il no sull’oro era al 76%, il no a nuovi limiti all’immigrazione era al 73% e il no all’abolizione dei forfait fiscali al 61%, un esito che premiava la linea sostenuta dal governo e dalla maggioranza del Parlamento. Ma a noi, quest’oggi, interessa solo un quesito, quello sull’oro.

Di cosa si trattava? L’iniziativa sugli attivi della Banca nazionale prevedeva che almeno il 20% delle riserve della Bns dovesse essere in oro, che tale oro non fosse più vendibile e che fosse interamente depositato in Svizzera. Con una vittoria del sì, la Bns sarebbe stata costretta dunque a investire risorse ingenti per aumentare le riserve in lingotti, con una possibile spinta al rialzo per il prezzo del metallo. A quel punto, inoltre, la Bns probabilmente non avrebbe più avuto risorse sufficienti per difendere la soglia di cambio fissata per l’euro-franco (1,20 franchi per 1 euro) e la moneta svizzera avrebbe potuto apprezzarsi in modo eccessivo.

Comunque sia andata, chapeau alla democrazia svizzera che chiede ai cittadini e non ai salotti buoni cosa pensino sia meglio per il Paese e quindi per loro. Ma attenzione, perché la consultazione elvetica mi è servita solo da pretesto per introdurre un’analisi più approfondita di quanto stia accadendo attorno all’oro in queste settimane, vicende davvero strane che fanno propendere per una guerra sotterranea tra Russia e Cina da un lato e Stati Uniti dall’altro, ovvero tra oro fisico - che come vi ho già detto Mosca e Pechino stanno comprando a ritmo frenetico - e oro di carta - che tiene in piedi le scommesse del casinò con sede a Wall Street.

Partiamo da qualche dato, numerico e politico. Guardando alla quantità di oro stoccata alla Fed di New York da entità straniere, scopriamo che fino a settembre di quest’anno solo 77,5 tonnellate di metallo erano state ufficialmente rimpatriate, ma, come ci dimostra il grafico a fondo pagina, venerdì scorso le anticipazioni sulle detenzioni del mese di ottobre ci hanno dato un chiaro esempio di come sia possibile riavere indietro il proprio oro e di come, a fronte dell’Olanda che riporta a casa, la Germania abbia bloccato il proprio programma di rimpatrio unicamente per questioni politico-diplomatiche con gli Usa, non per difficoltà logistiche nel trasporto. La quantità di metallo stoccato nei caveau di JP Morgan per conto della Fed è infatti calata, in valore denominato in dollari, da 8.305 miliardi a 8.242 miliardi, ovvero 42 tonnellate ritirate, portando il totale di quanto ancora stoccato Oltreoceano a 6.076 tonnellate: di più, quelle 42 tonnellate riportate a casa da entità estera rappresentano il più grande prelievo mensile presso la Fed di New York dal 2001.

 


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COMMENTI
02/12/2014 - GOFO vs GLR (Claudio Alberti)

Egregio Bottarelli, io la stimo e la leggo con interesse anche quando dipinge scenari al limite del fantascientifico o apocalittico. Pero' qui ha forse esagerato. Come lei sa il GOFO NON è il tasso a cui si puo' prendere in prestito oro senza offrire collaterals. Il FO di GOFO sta per forward e indica il premium che si proietta sull'oro rispetto al prezzo spot corrente. Un GOFO negativo a un anno quindi indica che il feeling del mercato è che l'oro tra un anno sarà piu' basso di oggi. Il tasso di interesse sul prestito di oro è il Gold Lease Rate (GLR). Quindi per chiudere il cerchio si puo' dire che LIBOR = GOFO + GLR Questo deve sempre essere vero per impedire arbitraggi e produrre denaro dal nulla prendendo in prestito oro, vendendolo subito e comprando un contratto GOFO ad un anno che genererebbe un cashflow positivo con zero rischio. cordiali saluti.