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FINANZA/ Petrolio, voto e Bce "rovinano" i piani di Renzi

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Occorre fare di più. Se la Bce sventa il rischio di sostenibilità del debito nei paesi euro deboli, il governo deve prendersi un secondo la testa tra le mani, riflettere e capire che cosa fare in più di incisivo nel 2015 rispetto al quadro delineato dalla Legge di stabilità. Finora il governo Renzi è andato avanti con una prospettiva che faceva pensare che le scelte di fondo compiute andassero verso le elezioni anticipate nel 2015 e quindi un rinvio della soluzione dei problemi a dopo il voto.

 

Perché?

Mi riferisco in particolare alla scelta di rinviare al 2016-2018 la soluzione della maggior parte dei problemi irrisolti nel bilancio pubblico, cioè degli aumenti per 68 miliardi aggiuntivi di entrate con 30 miliardi di clausola di stabilità. Il nuovo scenario in cui ci troviamo rende impossibile andare a votare in primavera e fa sì che siano ancora più necessarie delle misure per cercare di alzare il tasso di crescita nel 2015 senza aspettare oltre.

 

(Pietro Vernizzi)

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