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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Le "manovre" della Cina che preoccupano i mercati

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Ma qualcosa bolle decisamente in pentola in Cina in questo periodo, un qualcosa che potrebbe andare a innestarsi nella tensione tra Russia e Occidente. Guardate il primo grafico a fondo pagina: ci mostra come il surplus commerciale cinese stia sempre più crescendo, ovvero come sulla carta Pechino stia ricevendo quantitativi record di valuta estera per le sue esportazioni di beni. Peccato che il secondo grafico, elaborato da Deutsche Bank, ci dica altro, ovvero che nonostante questo dato non solo le riserve estere non stanno salendo ma stanno calendo, addirittura toccando il peggior calo trimestrale dell’ultima decade.

Insomma, se da un lato questa discrepanza ci dimostra come non sia Pechino a utilizzare il Belgio come proxy per acquistare debito Usa, anzi le sue detenzioni sono ai minimi dal febbraio 2013 come dimostrano gli ultimi dati del Tic statunitense, dall’altro porta con sé una domanda: cosa sta comprando a quel ritmo e “fuori bilancio” la Cina? Quel calo nelle riserve, pari a 100 miliardi di dollari nel terzo trimestre di quest’anno, sono acquisti di commodities in massa per sfruttare gli attuali prezzi bassi, ad esempio petrolio in ossequio al progetto Strategic Petroleum Reserve o sono meramente fughe di capitali, sempre “off the books”, come qualcuno specula? E quanto saranno calate le riserve nel quarto trimestre?

Per rispondere a questa domanda basterà attendere un mese, per sapere cosa davvero la Cina stia comprando a quei ritmi forse un po’ di più. Magari oro, proprio come la Russia di Putin: vuole mettere in corner il mercato futures? Vuole dar vita davvero a una moneta legata all’oro fisico per gli scambi commerciali tra Brics? E se anche l’eurozona fosse contemplata in questi accordi, destinati a bypassare il dollaro come benchmark? Ci attendono tempi davvero interessanti. Ma anche un po’ pericolosi.

 

 

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