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LEGGE DI STABILITA'/ La "trappola" che rovina la manovra di Renzi

Pubblicazione:martedì 23 dicembre 2014

Il Senato ha approvato la legge di stabilità (Infophoto) Il Senato ha approvato la legge di stabilità (Infophoto)

Il regime dei minimi diventa più costoso ma la platea può essere più vasta. Si tenta di contemperare le esigenze di gettito con quelle di adempimento fiscale da parte dei piccoli contribuenti. È quindi corretto introdurre un regime agevolato per ridurre i costi di adempimento fiscale.

 

Le clausole di salvaguarda prevedono che possa scattare un ulteriore aumento dell’Iva. Quali possono essere le conseguenze?

Il messaggio di queste clausole è molto negativo, perché è una sorta di spada di Damocle fiscale. Il contribuente sa che può scattare in qualsiasi momento, e in ogni caso perché ciò non avvenga forse bisognerà utilizzare altre forme di prelievo. Sarebbe stato meglio una clausola sottoforma di taglio drastico della spesa pubblica, da fare scattare in caso di mancato rispetto dei parametri europei di bilancio.

 

Come valuta nel complesso questa Legge di stabilità?

Il problema è che i singoli provvedimenti possono anche andare nella direzione giusta, ma finché non sono parte di un ridisegno complessivo del sistema fiscale si limitano a essere dei rattoppi. Quando la situazione è molto complessa, in quanto i provvedimenti hanno creato una serie di incrostazioni, bisogna ridisegnare il sistema da zero. Il nostro sistema fiscale è come una statua che va restaurata, e non semplicemente ritoccata. Si tolgono quindi le incrostazioni precedenti e si riparte dal “fondo”.

 

In quale direzione dovrebbe andare questo ridisegno complessivo del nostro sistema fiscale?

Se vogliamo ridisegnare un sistema occorre partire dalle regole fondamentali. In primo luogo, lo Stato non può prelevare qualcosa con le tasse senza tenere conto della capacità contributiva dei vari soggetti economici. Lo Stato dovrebbe commisurare quanto spende a quanto ragionevolmente il contribuente può dargli. Va rovesciata la logica: prima ci devono essere delle entrate fiscali ragionevoli e poi va decisa la spesa. Ci sono solo due tipi di soggetti che decidono le loro entrate sulla base di quanto vogliono spendere, gli Stati e i ladri, tutti gli altri soggetti economici decidono quanto spendere in base alle loro disponibilità di reddito.

 

(Pietro Vernizzi)



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