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LEGGE DI STABILITA'/ La "trappola" che rovina la manovra di Renzi

Pubblicazione:martedì 23 dicembre 2014

Il Senato ha approvato la legge di stabilità (Infophoto) Il Senato ha approvato la legge di stabilità (Infophoto)

Il Senato ha approvato la Legge di stabilità con voto di fiducia, e ora la parola passa alla Camera dei deputati. Tra le misure più importanti c’è il fatto che il bonus Irpef di 80 euro in busta paga diventa strutturale. A quest’ultimo si aggiunge il bonus bebè, anche se la platea dei beneficiari sarà ridotta rispetto alle prime ipotesi. L’aliquota sulle casse di previdenza aumenta dall’11,5% al 20% e i lavoratori dipendenti del settore privato potranno chiedere di avere il Tfr in busta paga. Via libera all’Iva agevolata al 4% sugli e-book, mentre quella applicata ai pellet sale al 22%. La manovra blocca inoltre al 2,5 per mille l’aliquota massima della Tasi sulla prima casa per il 2015. Ne abbiamo parlato con Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

 

Dal punto di vista fiscale gli italiani ci guadagnano o ci perdono con questa Legge di stabilità?

Difficile dare una risposta esauriente, perché occorrerebbe fare dei complessi calcoli individuali per ciascun contribuente. Nel dubbio gli italiani, che non sono in grado di farsi da soli calcoli così complicati, penseranno che le tasse siano aumentate. Alcune conferme sono buone, come gli 80 euro, ma non fanno notizia perché c’erano già. Mentre le variazioni nuove, soprattutto se sono al rialzo, confermano la percezione dei cittadini che la Legge di stabilità serva esclusivamente al governo per sistemare i suoi conti attraverso un aumento delle tasse.

 

Che cosa ne pensa della scelta di rinviare il problema dei dipendenti in esubero delle Province?

Il vero problema è la mancanza di chiarezza nel processo di superamento dell’istituzione Provincia. In primo luogo bisognerebbe capire quali sono le funzioni svolte e a quali enti sono assegnate. Questo intervento è attuato invece a posteriori in assenza di un ridisegno complessivo degli enti locali. Il primo problema non dovrebbe essere il personale, bensì a che cosa servano le Province.

 

L’estensione del taglio Irap per i lavoratori autonomi resta in sospeso. Come valuta questa scelta?

L’Irap è un’imposta molto gravosa, perché è indipendente dai risultati economici delle aziende e di professionisti quali artigiani e lavoratori autonomi: si paga anche se il margine è negativo. Anche in questo caso ciò di cui c’era bisogno era un ridisegno complessivo per capire dove aveva senso mantenere il taglio Irap e dove no. Nel momento in cui si è passati da anni di sviluppo economico, sia pur debole, ad anni di recessione, l’Irap diventa molto più gravosa. È un’imposta che si paga anche se si perdono soldi, e quindi la perdita si aggrava ancora di più.

 

Per le partite Iva è introdotto un nuovo regime dei minimi più costoso. Quali saranno le conseguenze?


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