BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPILLO/ Pil, euro e Bitcoin: i modelli da "buttare" per uscire dalla crisi

Pubblicazione:mercoledì 24 dicembre 2014

Infophoto Infophoto

Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, come recita un antico proverbio. Ma come fanno a sbagliare così tanto? E come fanno a non porsi la fondamentale domanda, cioè se i modelli interpretativi della realtà (economica in questo caso) non siano da buttare? La difficoltà a cambiare così drasticamente un modello di pensiero è tanto più alta quando è presente un preciso modello ideologico. Non si tratta qui di cambiare semplicemente un formula, ma di rinunciare a un'ideologia, sulla quale magari si sono costruite importanti carriere professionali e si sono fatti grossi sforzi culturali. La stessa ideologia ottusa e cieca che pretende di comprendere e risolvere le questioni del mondo con una formula.

Un altro esempio eclatante di questo percorso ideologico è la vicenda del Bitcoin. Proprio un anno fa veniva incensato come nuovo fenomeno monetario e finanziario, che ben presto avrebbe cambiato per sempre le questioni relative a finanza e commercio: finalmente una moneta, si diceva, smarcata da una qualsiasi banca centrale, da un qualsiasi controllo di poteri forti. Una sorta di moneta popolare, si diceva.

Già, ma quale tipo di moneta? Una moneta generata da un algoritmo matematico, processato da un software. Quindi è assente una qualsiasi scelta ideologica. Ma anche questa è una precisa scelta ideologica, di stampo nichilista. Ora a distanza di quasi un anno, c'è chi parla del Bitcoin come del peggiore investimento dell'anno, visto il calo del 52%. Cancellata ogni ideologia, visto che quelle provate hanno dato risultati disastrosi, cosa resta infatti, se non la pura speculazione, cioè il puro interesse finanziario?

Occorre invece, ormai è sempre più evidente, una moneta ancorata a precisi valori di riferimento, valori che abbiano a che fare con il bene comune. Ci vuole una moneta di Stato. E una banca centrale che sia prestatore di ultima istanza, in modo che lo Stato non possa mai trovarsi in difficoltà, qualsiasi tempesta finanziaria possa accadere all'estero. Oggi invece siamo alla deriva, in balia delle onde mosse da interessi stranieri. Grazie all'euro.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.