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CAOS GRECIA/ Il voto che può "rottamare" l'euro

Per ANTONIO MARIA RINALDI, Syriza ha annunciato che in caso di vittoria chiederà una moratoria sul debito del 70/80%. Ciò significherebbe di fatto portare a un fallimento del progetto euro

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Lunedì nel Parlamento greco è previsto il voto decisivo per l’elezione del presidente della Repubblica. Se il candidato del premier Antonis Samaras, Stavros Dimas, non otterrà il quorum si andrà a elezioni anticipate. I sondaggi danno in testa il partito di sinistra Syriza guidato da Alexis Tsipras, il quale ha già annunciato che intende procedere con la ristrutturazione del debito in mano a investitori tedeschi, francesi e italiani. Ne abbiamo parlato con Antonio Maria Rinaldi, professore straordinario di Economia politica e docente di Finanza aziendale.

Che cosa spera che accada in Grecia?

Spero che non si arrivi al quorum per la votazione del presidente della Repubblica, così da andare alle elezioni anticipate e da ufficializzare nelle urne la protesta del popolo greco. Si stanno facendo grandi manovre affinché il 29 dicembre si riesca a ottenere il quorum, anche con tentativi di corruzione, ma bisogna tenere conto del fatto che sarà una votazione palese. I deputati saranno chiamati a rispondere del proprio voto e difficilmente quindi cambieranno idea nella terza votazione.

Quali sarebbero le conseguenze per l’euro di un voto anticipato?

Stando ai sondaggi a essere in testa sono le forze d’opposizione che professano l’abbandono dell’austerità imposta dalla Troika. È probabile quindi che avvenga un grosso scossone nell’ambito non solo della Grecia ma anche dell’intero impianto della moneta unica. Il partito di Tsipras ha annunciato che in caso di vittoria chiederà una moratoria sul debito pari al 70/80%. Ciò significherebbe di fatto portare a un fallimento del progetto euro.

Perché ritiene che le conseguenze sarebbero così drastiche?

Perché questa decisione avrebbe dei riflessi non soltanto all’interno del Paese ellenico, ma soprattutto degli equilibri finanziari europei. Gran parte dei 330 miliardi di debito pubblico greco sono nelle mani di soggetti esteri, principalmente tedeschi, francesi e italiani. Quanti avevano riposto fiducia nell’irreversibilità dell’euro non hanno fatto i conti con la realtà.

Davvero l’euro è un processo reversibile?


COMMENTI
27/12/2014 - Forza Grecia! (Carlo Cerofolini)

Che dire se non: euro delendum est e quindi Forza Grecia?