BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GEO-FINANZA/ Sapelli: il risiko di Putin "stordisce" Usa e Ue

Infophoto Infophoto

A mio parere Putin era già ben consapevole che si sarebbe arrivati a forme di sanzione e che esse avrebbero vieppiù indebolito non tanto e non soltanto la sua leadership ma anche il ruolo euroasiatico della Russia. Di qui la decisione sia della “guerra invisibile” in Ucraina, sia dell’annessione della Crimea. Con queste due mosse, Putin offriva la sua cooperazione, così come aveva fatto l’anno prima con l’accordo diplomatico rispetto alla Siria, sia agli Usa, sia all’Europa perché utilizzassero dinanzi a una sempre più infida Turchia la sua azione repressiva e strategica nei confronti della guerra civile islamica e della minaccia che a tutto l’Occidente veniva. 

Si può discutere a lungo se la Russia sia o no Occidente. Se ne è discusso per secoli, ma ciò che non si può mettere in dubbio è che l’Eurasia sia l’incontro dell’Occidente con l’Asia e che, se ciò è vero, l’Occidente senza l’Eurasia, e cioè senza la Russia, non potrà mai opporsi sia all’ateismo asiatico a predominanza cinese, sia al fanatismo assassino a predominanza sunnita. È quello che ha capito molto bene papa Francesco, quando si è fatto baciare in capo dal Metropolita ortodosso nel corso della sua visita in Turchia, con un gesto che è senza dubbio proteso all’ecumenismo ma che ha altrettanto e senza dubbio un profondo significato politico-diplomatico, rivolto al mondo ortodosso e quindi alla terza Roma, cioè Mosca. 

La diplomazia vaticana è in gran ripresa. C’è da sperare che il ruolo svolto rispetto alla questione cubana oggi i discepoli del grande cardinal Casaroli lo inizino a svolgere anche rispetto alla stolida ignoranza geostrategica della stolida tecnocrazia europea e alla tragica debolezza imperiale statunitense. Anche lì la lettura de “L’antico regime e la rivoluzione” è urgente, così da non continuare a distruggere, con o senza sanzioni economiche, stati ed equilibri di potenza.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
29/12/2014 - Senza la Russia non c'è Europa (giovanni d'anna)

Il preclaro pensiero del prof. Sapelli, ci conferma ancora una volta che le sanzioni economiche non preparano la pace, ma solo la guerra. Non c'è futuro per un Europa unita senza un'unica politica estera, con tutto ciò che essa comporta, incentrata sulle relazioni diplomatiche ed economiche con il continente russo.Può essere di aiuto la diplomazia vaticana, ma ancor più lo sviluppo commerciale verso est.